Cantiere del consolato Usa a Milano: Caddell stanzia circa 31 milioni per le vertenze sullo sfruttamento
Pacchetto economico e misure per i lavoratori stranieri dopo l'inchiesta per caporalato; resta aperto il fronte penale
La società americana Caddell Construction ha stanziato un pacchetto economico che riguarda circa 300 lavoratori impiegati nel cantiere del nuovo consolato degli Stati Uniti in piazzale Accursio, nell'area dell'ex Tiro a Segno a Milano, al centro di un'inchiesta per sfruttamento della manodopera.
Secondo la ricostruzione riportata, i versamenti comprendono 9,6 milioni di euro per pareggiare gli stipendi dovuti, 3 milioni per restituire somme trattenute ai lavoratori per vitto e alloggio e 7 milioni a titolo di danni morali. Sul fronte degli enti pubblici Caddell ha liquidato 7,2 milioni all'Inps e altri 4 milioni all'Ispettorato territoriale del lavoro: complessivamente l'insieme delle misure economiche è stato indicato intorno ai 31 milioni. L'azienda ha precisato che il pagamento «non costituisce in alcun modo un'ammissione di responsabilità» penale, civile o amministrativa.
Oltre agli aspetti economici, la procura ha ottenuto provvedimenti a tutela dello status dei lavoratori. Le Questure di Milano e Pisa hanno rilasciato 238 permessi di soggiorno speciali della durata di 12 mesi, rinnovabili, per le persone riconosciute come vittime di intermediazione illecita e sfruttamento ai sensi dell'articolo 18-ter. Sono state inoltre erogate 60 indennità di disoccupazione Naspi per operai rimasti senza impiego a seguito della vicenda.
La maggior parte dei lavoratori coinvolti è di nazionalità indiana e, secondo gli accertamenti, era stata reclutata da una società intermediaria turca a Nuova Delhi. Le indagini avviate a fine maggio 2026 dai pm milanesi Paolo Storari e Mauro Clerici avevano portato al controllo giudiziario d'urgenza della divisione italiana di Caddell e avevano documentato condizioni descritte dagli inquirenti come «para-schiavismo»: turni di 10-12 ore al giorno per sei giorni su sette, paghe mensili tra 1.200 e 1.400 euro con trattenute forzate di circa 900 euro per vitto e alloggio. Una perizia tecnica citata nelle carte aveva stimato un costo orario reale di poco più di 2 euro dopo le detrazioni.
La vicenda era finita sotto i riflettori anche per il fermo all'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) di Ulas Demir, manager turco della filiale italiana di Caddell, che secondo la Procura aveva tentato di lasciare l'Italia; pochi giorni dopo era stato fermato anche un secondo indagato, un cittadino indiano di 51 anni accusato di caporalato aggravato. Entrambi i manager risultano ancora in custodia cautelare in carcere.
Il cantiere del consolato è un'opera dal valore stimato in circa 200 milioni di dollari, con un investimento nell'economia locale valutato in 65 milioni di dollari e la possibilità di arrivare fino a 500 lavoratori impiegati contemporaneamente; la conclusione dei lavori era originariamente prevista per il 2028.
Sul piano penale la procedura non è chiusa: il risarcimento riguarda la sfera economica e amministrativa e non equivale a una sentenza. Restano da chiarire i rapporti tra Caddell e la società turca partner e le responsabilità dei manager indagati, su cui proseguiranno gli accertamenti della Procura di Milano.