Caso Garlasco, la ricostruzione del delitto mentre si avvicina la decisione sul nuovo indagato
Le analisi sulla scena di via Pascoli e i reperti raccolti la mattina del 13 agosto 2007 al centro delle verifiche per il possibile processo ad Andrea Sempio
Siamo alla «stretta decisiva», scrive la fonte: la decisione della Procura potrebbe portare a un processo per il nuovo indagato Andrea Sempio o a un'archiviazione, oppure a ulteriori accertamenti. Per comprendere il significato delle nuove perizie si è ricostruito il filo degli elementi raccolti nei giorni dell'omicidio di Chiara Poggi.
Secondo la ricostruzione riportata, la ventiseienne apre la porta al visitatore e non ha il tempo di reagire: «aveva così fiducia da non fare assolutamente niente, tanto - scrivono i giudici - da venire massacrata senza alcuna fatica, oltre che senza nessuna pietà». La giovane viene colpita a pochi passi dall'ingresso, batte il capo, viene ancora aggredita, sollevata con entrambe le mani e gettata sulle scale che portano in cantina; il corpo si ferma con la testa sul nono gradino, senza che l'autore del gesto abbia calpestato i gradini.
Sulla scena sono state rilevate varie tracce: impronte di scarpe definite «a pallini», perizie recenti assegnano a quel modello il numero 42; inoltre sulla maglia rosa della vittima, all'altezza della spalla sinistra, sono state individuate quattro impronte dei polpastrelli insanguinati e un frammento di impronta palmare anteriore. Queste impronte non furono analizzate in profondità all'epoca perché la maglia arrivò al medico legale completamente intrisa di sangue dopo che il corpo era stato girato.
Dalle carte emerge anche la dinamica successiva: l'assassino si sarebbe diretto verso il bagno per lavarsi le mani, mancando in casa alcuni asciugamani; sul dispenser del sapone sono state trovate due impronte che, secondo la ricostruzione citata, apparterrebbero ad Alberto Stasi e risultano sull'oggetto che per ultimo sarebbe stato toccato dall'assassino.
Tra gli elementi riaperti c'è anche una traccia definita «ignoto 1» che è stata nuovamente esaminata in laboratorio a 18 anni di distanza, così come altre impronte rimaste fino ad ora non identificate sulla parete vicino alla vittima.
In attesa dell'incidente probatorio che dovrebbe confrontare il Dna di Sempio con il materiale rinvenuto sotto le unghie della vittima, la nuova consulenza tecnica della Procura di Pavia segnala che, nella casa dell'indagato, è stata riscontrata un'impronta della mano destra sulla parete delle scale che conducono in cantina. Di questa traccia e degli altri elementi si valuterà ora la rilevanza ai fini dell'eventuale procedimento.
I fatti del 13 agosto 2007, ricostruiti nelle indagini e nelle sentenze successive, portarono in passato alla condanna a 16 anni dell'allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi. Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, ha dichiarato: «In quella casa sono stato ovunque, in tutte le stanze».