Gli Usa ribattezzano l'intelligenza artificiale 'Super Intelligenza'. Pechino valuta la proposta, senza conferme
Trump annuncia il cambio di nomenclatura all'Onu; il ministero degli Esteri cinese dice di 'prendere in considerazione' l'ipotesi, mentre resta il dissenso sulle accuse di spionaggio tecnologico
Questa settimana i documenti ufficiali del governo degli Stati Uniti hanno cominciato a utilizzare la dicitura 'Super Intelligenza' al posto di 'intelligenza artificiale'. L'annuncio è stato fatto dal presidente Donald Trump durante il suo intervento all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il martedì 22 settembre, dove ha sostenuto che il termine 'artificiale' sminuisce la portata della tecnologia e si è detto speranzoso che la nuova definizione sia adottata a livello globale.
In parallelo, il ministero degli Esteri cinese ha risposto dicendo di 'prendere in considerazione' la proposta, senza però confermarne l'adozione. Il tono ufficiale di Pechino, affidato anche a portavoce come Mao Ning e Lin Jian nelle ultime settimane, è stato prudente: richiami alla cooperazione e al consenso tra i capi di Stato ma nessuna concessione sostanziale alle iniziative unilaterali di Washington.
Il cambio di denominazione si inserisce in un contesto di tensione. Pochi giorni prima del vertice, Pechino aveva respinto con fermezza un'allerta congiunta dell'intelligence statunitense che accusava sviluppatori cinesi di 'distillare' su scala industriale capacità derivate dai modelli americani più avanzati, definendo tali accuse infondate e denunciando 'ansia e doppi standard' da parte di Washington, e rivendicando l'autosufficienza tecnologica cinese nel settore.
La scelta lessicale di Trump non è isolata: l'amministrazione ha già proceduto in passato a rinominazioni e ordini esecutivi che hanno modificato denominazioni geografiche e di dipartimenti, e il presidente ha accompagnato l'annuncio della 'Super Intelligenza' con un netto rifiuto di qualsiasi forma di supervisione internazionale sull'IA, bollata come 'uno schema globalista' per controllare la tecnologia.
Prima dell'intervento all'Onu, Trump aveva anche proposto alternative come 'Superior Intelligence' o 'Extreme Intelligence' in un sondaggio rivolto ai suoi sostenitori e aveva avanzato l'idea di creare una 'AI Force' sul modello della Space Force. Tra gli osservatori, testate come TechRadar hanno interpretato il rebranding come funzionale a un obiettivo politico: rendere più agevole il rifiuto di una regolamentazione stringente dell'IA nella competizione con la Cina.
Lo stesso presidente ha sostenuto che 'chiunque vinca la corsa alla super intelligenza, vince', rivendicando un presunto vantaggio americano. Nella stessa settimana in cui è stato fatto l'annuncio, più di venti paesi, in gran parte europei, avevano chiesto regole vincolanti sulla sicurezza dell'IA avanzata, preoccupati che lo sviluppo tecnologico possa superare le capacità di controllo. Anche i manager delle principali compagnie tecnologiche statunitensi si erano detti favorevoli a una cooperazione con osservatori esterni, ma né gli Stati Uniti né la Cina hanno sottoscritto l'appello per regole vincolanti.