Torino: cadavere smembrato trovato nell’appartamento di un’insegnante, tre persone fermate
La Procura di Torino ha disposto il fermo di tre indagati; la vittima è stata identificata come Fabio Colapietro, 39 anni.
Nei corridoi dell’Istituto Tommaso D’Oria di Ciriè, alle porte di Torino, colleghi e studenti si erano chiesti perché la professoressa Nicole Formichetti non si fosse presentata in classe dall’inizio dell’anno: la donna, originaria di Rieti e insegnante di italiano, era descritta come riservata e negli ultimi tempi “molto solitaria e distaccata”.
La svolta è arrivata giovedì sera dopo una telefonata al 112 della madre di un giovane di 26 anni, che aveva riferito che il figlio le aveva confessato di aver fatto “molto male a qualcuno”. Gli agenti, rintracciato il giovane, hanno dichiarato che questo avrebbe ammesso l’omicidio e ha accompagnato gli investigatori fino al quarto piano di una palazzina in via Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria.
Ad aprire la porta agli agenti è stata la stessa Formichetti, proprietaria dell’alloggio. All’interno dell’appartamento è emerso un forte odore acre e gli investigatori hanno trovato il corpo di un uomo completamente smembrato: nel salotto alcuni blocchi di cemento in cui sarebbero stati occultati arti, in bagno e nella vasca sacchi neri con altri resti. Secondo alcune ricostruzioni la testa sarebbe stata rinvenuta in un contenitore separato, mentre braccia e gambe sarebbero state inserite in blocchi di cemento a presa rapida.
Sono stati sequestrati una mannaia e alcuni coltelli. La vittima è stata identificata come Fabio Colapietro, 39 anni, originario di Chivasso e residente a Settimo Torinese. I primi accertamenti medico-legali indicano che sarebbe stato ucciso a bastonate e coltellate.
La Procura di Torino, con il coordinamento della pm Lea Lamonaca, ha disposto il fermo di tre persone: il 26enne, ritenuto il principale indiziato per omicidio e soppressione di cadavere, una donna di 22 anni e Nicole Formichetti, entrambe accusate di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere. Per tutti, va ricordato, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il giovane avrebbe fornito una prima versione che parlerebbe di una colluttazione nata da un tentativo di rapina o furto. L’ipotesi al momento ritenuta più accreditata è però quella di un incontro tra più persone, con sesso e stupefacenti — in particolare anfetamine — degenerato in violenza.
I vicini hanno raccontato di un continuo via vai di persone nell’appartamento “di giorno e di sera”; qualcuno ha ricordato di aver visto la donna con un cagnolino e accompagnata da persone diverse. Gli investigatori stanno valutando da quanto tempo risalga la morte e se il delitto sia avvenuto direttamente in quell’abitazione o se il corpo vi sia stato trasportato in un secondo momento.
La Squadra mobile di Torino ha effettuato perquisizioni anche in altri alloggi riconducibili a persone ritenute vicine ai fermati. Al vaglio degli investigatori risulterebbe inoltre la posizione di una donna transgender, descritta dai vicini come una presenza abituale nell’appartamento, già sentita informalmente.
La Procura mantiene per ora il massimo riserbo sull’inchiesta. I legali dei fermati si stanno preparando alle udienze per le convalide davanti al giudice per le indagini preliminari.