Procura di Velletri valuta pista russa per l'esplosione del deposito di Colleferro
Indagine apre collegamenti con esplosioni in Bulgaria; attenzione su attività di bot russi e rilanci di canali RT/Ruptly
Il 13 agosto scorso un deposito di munizioni della società Knds Ammo Italy a Colleferro, in provincia di Roma, è stato interessato da un'esplosione. Secondo quanto riportato da Repubblica, la Procura di Velletri avrebbe aperto accertamenti che valutano possibili collegamenti con una serie di esplosioni di fabbriche di munizioni in Bulgaria.
Il fascicolo inizialmente era stato aperto per disastro colposo nei confronti di ignoti; la nuova pista d'indagine, riporta il quotidiano, non esclude tuttavia che si possa trattare di un sabotaggio di matrice russa. A insospettire gli investigatori sarebbe anche l'attivismo sui social media e l'esultanza di profili automatizzati identificati come bot russi, che il testo indica come strumenti utilizzati dall'intelligence di Mosca per diffondere narrazioni all'estero.
Hanno dato ampia risonanza alla notizia profili e canali Telegram riconducibili a RT/Ruptly, l'organo di propaganda estera del Cremlino bandito nell'Unione europea. In parallelo, il Coordinamento nazionale No Nato, vicino ai Carc, in un comunicato ha definito “incidente” l'evento e ha accusato esplicitamente “la complicità e la partecipazione dell’Italia alla Terza guerra mondiale”.
Fonti giornalistiche estere citate nell'articolo indicano inoltre che lo stabilimento avrebbe prodotto proiettili di artiglieria da 155 mm forniti all'Ucraina tramite partner europei: lo hanno riferito il Kyiv Independent e una inchiesta del quotidiano Today.
Sulle possibili responsabilità, il leader di Azione Carlo Calenda ha pubblicato un post sui social parlando di “possibile attacco ibrido” e ha chiesto al governo di riferire in aula alla ripresa dei lavori parlamentari.