Nazionale · 24 Settembre 2026

Petrolio oltre 105$, rendimenti Usa ai massimi e spread Btp in aumento

Le tensioni geopolitiche e dati macro spingono i Treasury; effetti anche sui mercati europei e sul rendimento dei titoli italiani

Il prezzo del petrolio Brent torna sopra i 105 dollari al barile, segnando una crescita di oltre il 2% rispetto a ieri, condizionato dal botta e risposta tra Stati Uniti e Iran con nuove minacce da entrambe le parti.

I timori di un'accelerazione dell'inflazione hanno messo sotto pressione i titoli di Stato statunitensi: ieri il rendimento del Treasury decennale è salito sui massimi dal 2007. A sostenere la salita hanno contribuito sia il rialzo del petrolio sia i solidi dati dell'indice PMI composito negli Usa, a 58 punti, che hanno alimentato le aspettative di un possibile nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Le probabilità che la Fed aumenti i tassi nella riunione del 28 ottobre, poco prima delle elezioni di Midterm, sono salite in una settimana dal 55% al 64%. Oggi il rendimento del Treasury decennale si attesta stabile al 5,11%, mentre il trentennale è al 5,40%, livello che ha toccato il massimo dal 2004.

Anche in Europa si registrano impatti sul mercato obbligazionario italiano: lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi è salito fino a 95 punti base, ai massimi da fine marzo. Nel corso della giornata il rendimento del Btp è aumentato di 8 punti base e lo spread di 2 punti.

La seduta di borsa procede in calo nella maggior parte delle principali piazze europee: Milano -0,38%, Francoforte e Parigi -0,15%, con Londra unica eccezione in rialzo, +0,25%. Wall Street registra ribassi: S&P 500 -0,20% e Nasdaq -0,44%.

Nella notte i mercati asiatici sono risultati contrastati: Tokyo ha segnato un rialzo dello 0,88% nella prima seduta dopo tre giorni di festività per l'equinozio d'autunno, Seul è rimasta chiusa per festività. Hong Kong e gli indici della Cina continentale sono stati in negativo dopo l'annuncio del segretario al Tesoro statunitense Bessent sull'estensione soltanto fino a gennaio della tregua sui dazi con la Cina, comunicazione giunta nel primo giorno della visita di Stato del presidente Xi Jinping negli Stati Uniti.

Fonte: Raccontiamo Città

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