Bozza del dl scuola: tetto per chi non conosce l'italiano, divieto del volto coperto e sanzioni
Il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento che prevede un limite del 30% per i nuovi arrivi non adeguatamente italofoni, corsi obbligatori per genitori e multe per chi partecipa alle attività scolastiche con volto coperto
Il Consiglio dei ministri ha approvato la bozza del decreto legge in materia di scuola che contiene, tra l'altro, un tetto alla presenza di alunni stranieri nelle classi e il divieto di partecipare alle attività scolastiche con volto coperto (burqa e niqab). All'ordine del giorno del Cdm c'erano tre decreti legge: quello sulla scuola, uno sulla giustizia e un altro sulla circolazione dei veicoli diesel della categoria ambientale euro5.
La bozza prevede che in caso di gravi difficoltà linguistiche del minore il nucleo familiare debba essere supportato, ma che, qualora si sottragga a tali misure, possa essere previsto il collocamento del minore fuori dalla famiglia. La norma richiama l'articolo 1, comma 2, della legge 19 luglio 1991, n. 21, e stabilisce che "la scuola deve segnalare ai servizi sociali i casi in cui persistenti barriere linguistiche" di chi esercita "la responsabilità genitoriale ostacolano l'integrazione scolastica". Sono previsti corsi gratuiti di lingua italiana e, in caso di mancata osservanza, il collocamento fuori famiglia.
Sulla questione del volto coperto, la bozza indica che "salvo che ricorrano specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza, è fatto divieto di partecipare alle attività curriculari e extracurriculari delle istituzioni scolastiche e a quelle previste nell'ambito dei rapporti scuola famiglia con il volto coperto o con qualsiasi altra modalità atta a non consentire il riconoscimento del volto". È prevista una sanzione amministrativa da 200 euro a 1.000 euro che, quando la violazione è commessa da un minore, si applica al genitore.
Per gli interventi di edilizia scolastica di titolarità del Ministero dell'Istruzione e del merito, in tutto o in parte finanziati con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) avviati ma non ultimati entro il termine di conclusione del Piano, il ministero può destinare una quota non superiore al 4% delle risorse destinate al finanziamento di questi interventi.
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, alla vigilia dell'arrivo del provvedimento in Cdm, ha dichiarato collegandosi da New York: "Sarà un decreto legge, perché occorre intervenire subito". Valditara ha spiegato che la norma "riguarderà da quest'anno i nuovi arrivi ma sia chiaro, non disarticoliamo le classi" e ha contestato "tanta strumentalizzazione" sull'argomento, con l'uso di "parole improprie, come razzismo e suprematismo, che in un Paese civile" non avrebbe voluto sentire.
Secondo la bozza il provvedimento introdurrà un limite del 30% nelle classi per gli studenti che non conoscono adeguatamente l'italiano. Il vincolo riguarderà anche i ragazzi comunitari ed escluderà dal conteggio chi ha frequentato la scuola dell'infanzia o un numero sufficiente di anni negli istituti italiani. Gli uffici scolastici coordineranno i presidi per distribuire gli alunni "in maniera più equilibrata tra le scuole di prossimità"; dove ciò non sarà possibile sono previste deroghe e un potenziamento dell'insegnamento dell'italiano.
La bozza prevede finanziamenti per le attività di potenziamento linguistico: è istituito un fondo nello stato di previsione del ministero dell'Istruzione e del merito con una dotazione di euro 3.400.000 per l'anno 2027 e di euro 14.139.760 a decorrere dal 2028, destinato alle scuole in cui non sia possibile assicurare il rispetto dei limiti previsti dal decreto, per il finanziamento di attività extracurricolari finalizzate al potenziamento delle competenze linguistiche di base nella lingua italiana. Le attività possono essere realizzate con il potenziamento dell'organico dei docenti o mediante accordi con i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA), con enti del terzo settore e con altri attori istituzionali presenti sul territorio. Il testo segnala anche un finanziamento di oltre 14 milioni per corsi "personalizzati".
La bozza dispone inoltre risorse per la digitalizzazione: sono previsti 14 milioni di euro per il biennio 2026-27 per favorire la semplificazione e l'innovazione dei servizi amministrativi in ambito scolastico, con una spesa autorizzata di 1 milione di euro per il 2026 e 13 milioni per il 2027, finalizzati allo sviluppo di servizi digitali nel sistema informativo Sidi e alla realizzazione di una piattaforma unificata per la gestione dei processi di programmazione e valutazione delle istituzioni scolastiche.
Valditara ha affermato inoltre riguardo all'abbigliamento islamico: "Burqa e niqab non hanno spazio nella scuola italiana". La bozza riconosce tuttavia che il divieto potrebbe entrare in tensione con la sentenza del Consiglio di Stato del 2008, che stabilisce che indossare il velo integrale per motivi religiosi costituisce un "giustificato motivo" che esclude la violazione delle norme sul divieto di mascheramento, a meno che non ci sia un rifiuto immotivato di farsi identificare dalle autorità.
Sulla norma sono arrivate reazioni politiche diverse: il vicepremier Matteo Salvini ha definito la norma "sensata" criticando l'opposizione; il presidente del Senato Ignazio La Russa ha commentato "Non ho capito la polemica. L'obiettivo mi è sembrato comune a tutti, quello di aiutare l'integrazione". Critiche sono arrivate dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha definito il decreto "fuffa", e dalla vicepresidente della Camera Anna Ascani che ha accusato il governo di fare "propaganda sulla scuola, sulla pelle dei bambini e dei ragazzi".
La bozza del dl è stata limata negli uffici e ha suscitato interlocuzioni con il Quirinale. In ambienti parlamentari si ricorda che il diritto allo studio è sancito dall'articolo 34 della Costituzione e che sarà questo criterio a guidare l'eventuale esame del testo da parte del Capo dello Stato. La portata dell'urgenza del decreto e l'effettiva necessità di un provvedimento d'urgenza dipenderanno, secondo le fonti, dal contenuto definitivo del testo.