Nazionale · 24 Settembre 2026

Presentato il Marchio biologico italiano per identificare il bio di origine nazionale

Il logo tricolore affiancherà la certificazione Ue e punta a tutelare un mercato da 4,4 miliardi di euro, secondo il rapporto Ismea-Ciheam Bari

Il nuovo Marchio biologico italiano è stato presentato ieri in occasione della Giornata europea del Biologico. L'immagine scelta è un intreccio di tre foglie, verde, bianca e rossa, che richiama il tricolore italiano.

Il logo non sostituirà la certificazione Ue — la "foglia" verde con le stelle della bandiera Ue — ma la affiancherà sulle etichette per identificare le produzioni ottenute da materie prime coltivate o allevate in Italia.

I dati diffusi insieme all'iniziativa si basano sul rapporto "Bio in cifre" di Ismea e Ciheam Bari: nel 2025 i consumi domestici di prodotti biologici crescono di oltre il 9 per cento, raggiungendo la cifra di 4,4 miliardi di euro (+9,2% sul 2024), il valore più alto mai registrato. Il biologico incide per il 4% sul valore totale della spesa agroalimentare nazionale.

L'Italia conta 2.377.749 ettari coltivati a biologico, pari al 19,4% della Superficie Agricola Utilizzata nazionale, e oltre 95mila operatori biologici. Otto regioni, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, hanno già superato l'obiettivo europeo del 25% di Superficie agricola utilizzata bio.

Sulle finalità del marchio il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha dichiarato: "Un valore aggiunto", che porta "all'interno di un settore riconosciuto attraverso indicazioni europee anche il valore del Made in Italy, premiare i produttori che investono su questo tipo di modello e frenare le criticità del falso biologico".

A sua volta il sottosegretario Masaf, Luigi D'Eramo, ha definito il logo un "segno distintivo di qualità e sicurezza", che "aiuterà a contrastare la concorrenza sleale e a offrire un'ulteriore garanzia a chi acquista".

Per "prodotto biologico" si intende un alimento ottenuto nel rispetto delle normative europee sull'agricoltura e la zootecnia biologica, che esclude l'utilizzo di pesticidi e fertilizzanti di sintesi chimica, nonché organismi modificati (Ogm), e utilizza pratiche agricole sostenibili per suolo e biodiversità.

Per sostenere il comparto, il ministero dell'Agricoltura ha stanziato oltre 35 milioni di euro per associazioni, filiere biologiche e i 63 biodistretti riconosciuti, oltre a finanziamenti per la ricerca, le mense scolastiche, l'acquacoltura bio e forme di produzione agricola a ridotto impatto ambientale.

Fonte: Raccontiamo Città

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