Nazionale · 24 Settembre 2026

Il Parlamento approva la delega sul nucleare sostenibile: cosa prevede la legge

Il provvedimento disegna il quadro normativo ma non autorizza oggi la costruzione di centrali; il Governo avrà 12 mesi per i decreti attuativi

Il Parlamento ha dato il via libera a una delega al Governo per l'introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale, segnando il ritorno alla politica nucleare dopo il referendum del 1987, avvenuto un anno dopo il disastro di Chernobyl.

La legge conferisce al Governo la responsabilità di adottare uno o più decreti attuativi entro dodici mesi dall'entrata in vigore del provvedimento, e prevede ulteriori 24 mesi per eventuali correttivi. Il testo stabilisce il quadro normativo entro cui potranno essere valutati eventuali progetti futuri, ma non autorizza oggi la costruzione di centrali.

Nel perimetro della delega rientra l'elaborazione di un Programma nazionale volto allo sviluppo della produzione e dell'utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione. Il testo fa riferimento al rispetto degli obblighi europei e internazionali e si inserisce nel contesto delle politiche comunitarie per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, con l'intento di rafforzare la sicurezza e l'indipendenza energetica e contenere i costi dei consumi.

La delega include discipline relative alla sperimentazione, alla localizzazione, alla costruzione, all'installazione e all'esercizio di nuovi impianti. Sono inoltre previste norme per la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni nucleari esistenti, per la gestione del combustibile nucleare, per gli impianti di stoccaggio e per lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.

La legge contempla anche il riordino della disciplina in materia di sicurezza, vigilanza e controllo, misure sulla governance e il potenziamento della ricerca scientifica e industriale nonché la formazione di nuove competenze.

"Oggi l'Italia fa un passo verso il futuro : l'approvazione della delega al governo sul nuovo nucleare sostenibile da' compimento a un percorso avviato ormai tre anni fa, volto ad esplorare le potenzialita' di questa nuova tecnologia, pulita e sostenibile. Il nucleare non è un ritorno al passato: è una tecnologia vincente, che integrata con le rinnovabili può dare straordinari risultati per la nostra sicurezza energetica, verso la neutralita' al 2050", ha commentato Gilberto Pichetto, Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica.

Il principio di neutralità tecnologica è esplicitato nel testo: saranno i decreti attuativi a stabilire quali tecnologie potranno essere impiegate in base a criteri di maturità, sicurezza e sostenibilità. Il perimetro indicato include SMR, AMR, microreattori e, con una disciplina specifica, la fusione.

La legge prevede anche la possibilità di istituire un'Autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare, valorizzando e rafforzando le competenze tecniche già presenti presso ISIN, l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. ISIN è oggi l'autorità nazionale di regolamentazione competente per la sicurezza nucleare e la radioprotezione e svolge controlli sulle installazioni in disattivazione, sui reattori di ricerca attivi in Italia, sulla gestione dei rifiuti e del combustibile esaurito, sulle sorgenti radioattive usate in campo sanitario e industriale e sul trasporto di materiali radioattivi.

Il testo non individua i siti delle future centrali: la localizzazione sarà definita in base a criteri tecnici, ambientali e territoriali quali sicurezza nucleare, sismicità, rischio idrogeologico, disponibilità di infrastrutture, connessione alla rete e caratteristiche del territorio. Sono previste forme di consultazione delle comunità interessate.

Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) colloca l'eventuale ingresso del nuovo nucleare intorno al 2035. Negli scenari al 2050 vengono valutati circa 8-16 GW di capacità nucleare, equivalenti a circa l'11-22% della domanda elettrica nazionale. Il nucleare verrebbe integrato con rinnovabili, accumuli, reti e interconnessioni, non in opposizione ad esse.

Il provvedimento sottolinea, inoltre, il ruolo del nucleare come fonte programmabile e a basse emissioni: secondo quanto riportato nel testo, il nucleare è la fonte con le più basse emissioni di CO2 nel ciclo di vita, caratteristica utile per garantire non solo sufficiente energia nell'arco dell'anno ma anche potenza disponibile in ogni ora, stabilità della rete e sicurezza degli approvvigionamenti.

Fonte: Raccontiamo Città

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