Nazionale · 23 Settembre 2026

Via libera definitivo del Senato alla legge-delega sul nucleare: il Governo riceve la delega per il nuovo quadro normativo

Il provvedimento, presentato dal ministro Pichetto Fratin e già approvato dalla Camera a giugno, affida al Governo la regolazione dell'intero ciclo nucleare entro 12 mesi; Meloni: "Promessa mantenuta"

Dopo quasi quarant'anni, il Parlamento ha compiuto un passo organico verso il ritorno del nucleare: il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge delega sull'energia nucleare sostenibile, già approvato dalla Camera lo scorso giugno. Il provvedimento era stato presentato dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

La legge conferisce al Governo una delega, da esercitare entro dodici mesi, per disciplinare l'intero ciclo di vita dell'energia nucleare, dalla realizzazione e dall'esercizio degli impianti alla loro dismissione, includendo disposizioni sulla sicurezza e sulla gestione dei rifiuti radioattivi.

Tra gli obiettivi indicati nel testo compaiono norme per la costruzione di nuovi impianti, con riferimento a tecnologie avanzate e ai piccoli reattori modulari, oltre a indicazioni per la ricerca sulla fusione. È prevista anche un'armonizzazione delle competenze in materia di sicurezza nucleare e l'introduzione di nuovi procedimenti autorizzativi.

Il provvedimento dedica uno specifico capitolo al combustibile esaurito e ai rifiuti radioattivi. Per la localizzazione degli impianti il testo prevede il coinvolgimento dei territori e dei Comuni interessati e contempla la possibilità di misure compensative. Sono previste inoltre garanzie finanziarie e assicurative per il ciclo di vita degli impianti.

Si tratta del passaggio legislativo più organico verso un eventuale nuovo programma nucleare dopo la chiusura delle centrali e il referendum del 1987. Il Governo collega il progetto a obiettivi di decarbonizzazione, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla riduzione della dipendenza energetica.

Nel dibattito parlamentare le opposizioni hanno sollevato questioni relative a costi, tempi, tecnologie, sicurezza, gestione delle scorie e al rapporto con le fonti rinnovabili.

Sull'orizzonte temporale, il ministro Pichetto Fratin aveva indicato come obiettivo il 2034-2035 per i primi reattori operativi, precisando che non si tratta di una scadenza. Il prossimo step è l'adozione dei decreti legislativi delegati, strumento con cui il Governo dovrà tradurre la delega approvata in norme attuative concrete.

Sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato: "Oggi il Parlamento ha approvato invia definitiva la legge sul nucleare. Dopo quasi quarant'anni, l'Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose". Ha aggiunto che "ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori. Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto".

Fonte: Raccontiamo Città

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