Valditara: «Burqa e niqab non hanno spazio nella scuola italiana». Decreto legge con tetto del 30% per nuovi arrivi
Il ministro dell'Istruzione annuncia un provvedimento atteso in Cdm che fisserà una soglia per gli studenti con scarsa conoscenza dell'italiano; la Lega presenta un pacchetto di norme contro l'integralismo islamico
Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dichiarato che il provvedimento sul tetto agli studenti stranieri e sul divieto di burqa e niqab, atteso domani in Cdm, sarà "un decreto legge perché occorre intervenire subito e riguarderà da quest'anno i nuovi arrivi: non disarticoliamo le classi esistenti ma i nuovi arrivi considereranno la percentuale del trenta percento , entrerà immediatamente in regola". Valditara è intervenuto in collegamento da New York alla conferenza della Lega alla Camera per presentare il pacchetto di norme contro l'integralismo islamico in Italia.
"Burqa e niqab non hanno spazio nella scuola italiana", ha sottolineato il ministro. "È una battaglia di civiltà: se vogliamo combattere il patriarcato e l'isolamento della donna non possiamo considerare strumenti che la considerano inferiore", ha aggiunto.
Sulle motivazioni della soglia, Valditara ha detto che "Il criterio è puramente linguistico. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire" e ha richiamato la "centralità della lingua come strumento di integrazione". Il ministro ha spiegato che la misura mira a evitare "le condizioni Alabama anni '50 con classi ghetto" e ha insistito che "Non è una norma razzista ma per il bene di tutti, studenti stranieri e italiani". "No alle scuole ghetto", ha ribadito.
Secondo quanto illustrato, il tetto del 30% riguarderà gli studenti che non conoscono adeguatamente la lingua italiana e non sarà collegato alla cittadinanza: "Il decreto legge è rivolto anche agli studenti europei, se uno studente polacco non sa l'italiano ha lo stesso problema a imparare di uno studente marocchino", ha detto il ministro.
Valditara ha inoltre spiegato che gli uffici scolastici territoriali coordineranno i presidi per distribuire in maniera più equilibrata gli studenti tra le scuole di prossimità; dove ciò non sarà materialmente possibile saranno previste deroghe e un potenziamento dell'insegnamento dell'italiano. "La nuova misura sarà una norma di legge vincolante che prevede un meccanismo adeguato per renderla operativa", ha aggiunto.
Nel corso della stessa conferenza il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha difeso l'iniziativa del partito e ringraziato il ministro: "Ringrazio il ministro Valditara che da anni sta lavorando su questo tema, non ci interessano primogeniture – sottolinea -. Se adesso in tanti sostengono la battaglia della Lega, bene".
Salvini ha poi attaccato la sinistra e avvertito sui rischi che, a suo avviso, deriverebbero da un uso politico della religione islamica: "Essere tacciati di islamofobia e di razzismo è dietro l'angolo, la realtà è che il rischio che lasciamo ai nostri figli è quello di una Italia islamizzata . Ma neanche più in maniera velata o strisciante, palese, evidente. Nella storia dell'Occidente ai confini dei nostri territori si ripetono da sempre tentativi di invasione, aggressione e oppressione , nel 2026 non lo fanno con le galee della battaglia di Lepanto, lo fanno con altri strumenti che una sinistra complice, utile idiota, avalla o sostiene sperando di trovare nuovi schiavi, nuovi iscritti o nuovi elettori . Non finirà così, finirà male per tutti se non li fermiamo".
Salvini ha aggiunto che il problema, a suo dire, non è l'Islam come religione ma "l'utilizzo politico della religione islamica, che è il pericolo pubblico numero uno per il futuro dei nostri figli e per le libertà che ci siamo conquistati con decenni di battaglie", e ha invitato gli altri partiti di maggioranza a convergere su un testo comune entro la fine della legislatura.