Nazionale · 22 Settembre 2026

Petrolio sotto quota 100 dollari: mercati europei in rialzo, Milano in controtendenza

Brent a 99,4$; il calo delle materie prime sostiene i listini europei mentre Piazza Affari risente del calo di Poste e Tim

Il petrolio Brent è sceso a 99,4 dollari al barile, in calo dell’1% rispetto alla chiusura precedente; una settimana fa aveva sfiorato i 110 dollari. Anche il gas registra una flessione del 2%, attestandosi intorno a 71,5 euro al megawattora. Tra le ragioni indicate per il calo delle quotazioni ci sono indiscrezioni di stampa secondo cui l’Iran avrebbe offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni e che l’Arabia Saudita pianificherebbe di riavviare questa settimana l’oleodotto Est-Ovest.

I mercati azionari europei hanno accolto positivamente la discesa delle materie prime: l’indice paneuropeo Eurostoxx 50 è salito dello 0,47%, con Amsterdam prima tra le piazze principali con un progresso dell’1%. Milano ha fatto eccezione, chiudendo in calo dello 0,30%, appesantita soprattutto da Poste Italiane e Tim, entrambe in perdita di oltre il 3%.

Il comparto tecnologico ha invece sostenuto altri listini: a Milano StMicroelectronics è salita del 3,76% e Prysmian del 2,50%, in scia al buon andamento dei titoli tech e ai rialzi registrati ieri sul Nasdaq.

L’attenzione degli investitori è rivolta anche al meeting imminente tra Donald Trump e Xi Jinping, dal quale i mercati sperano segnali di distensione sui dazi e sulle tensioni nell’high tech. Ieri Wall Street ha registrato la migliore seduta da inizio agosto; oggi l’S&P 500 è rimasto invariato e il Nasdaq ha guadagnato lo 0,40%. Tra i titoli tecnologici Meta è salita dell’1% dopo un +11% registrato ieri, in parte attribuito ai dati sull’app AI Muse, risultata l’app gratuita numero uno negli store statunitensi Apple iOS e Google Play.

Sul fronte dei titoli di Stato, il rendimento del Btp decennale è al 4,34% (-1 punto base) e lo spread Btp/Bund si attesta a 89 punti base. I dati Istat hanno confermato un rapporto deficit/Pil del 3,1% per il 2025, elemento che mantiene l’Italia nella procedura di infrazione.

Fonte: Raccontiamo Città

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