Etna, nuova fase eruttiva: riprende attività stromboliana alla Voragine e aumenta l’emissione di cenere
Il monitoraggio dell’INGV segnala aumento del tremore e dispersione dei pennacchi di cenere verso Sud-Est; il bollettino VONA resta al livello arancione
Nel corso della giornata del 16 agosto l’Etna ha mostrato una nuova e intensa fase eruttiva, rilevata dal sistema di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) - Osservatorio Etneo di Catania.
Le osservazioni indicano la ripresa dell’attività stromboliana al cratere Voragine, mentre dal cratere di Nord-Est si è intensificata l’emissione di cenere. I modelli previsionali segnalano che i pennacchi di cenere prodotti dalle esplosioni si sono dispersi in direzione Sud-Est nell’area sommitale del vulcano.
In parallelo è proseguito il flusso effusivo dalle bocche collocate a quota 2.750 e 1.990 metri; il fronte lavico più avanzato ha raggiunto i 1.395 metri d’altitudine, attestandosi tra Rocca delle Palombe e Rocca Musarra.
Dal punto di vista sismico i tecnici dell’INGV hanno evidenziato una netta impennata del tremore vulcanico. Dopo oscillazioni nella tarda serata precedente, l’ampiezza del tremore è salita rapidamente a valori molto elevati, con sorgenti localizzate tra i 2.800 e i 3.000 metri di quota, nell’area compresa tra la Voragine e il cratere di Nord-Est.
Il bollettino VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) relativo alla sicurezza del traffico aereo è stato mantenuto al livello di allerta arancione.