Inchiesta sull'attentato all'auto di Sigfrido Ranucci: Tavares nega le accuse dall'estero, la procura di Roma riapre verifiche su Lavitola
Gomes Clesio Tavares respinge le imputazioni e si dichiara disponibile a chiarire la sua posizione; i magistrati considerano parziale la confessione di Valter Lavitola e prevedono nuovi accertamenti
Il 16 agosto 2026 proseguono le indagini sull'attentato all'automobile del giornalista Sigfrido Ranucci. Gomes Clesio Tavares, socio e factotum dell'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola, è intervenuto telefonicamente dall'estero per respingere le accuse mossegli nell'inchiesta.
Tavares ha negato di essere un latitante e ha rifiutato le accuse di aver ingaggiato una banda per il cosiddetto blitz dinamitardo. Ha inoltre dichiarato di non conoscere Sigfrido Ranucci e ha espresso la volontà di chiarire al più presto la propria posizione davanti all'autorità giudiziaria.
Nel frattempo la procura di Roma ha ritenuto la confessione resa da Valter Lavitola in termini «inverosimili o parziali» e si sta preparando a ulteriori verifiche. I magistrati prevedono di riascoltare Ranucci come persona informata sui fatti.
I legali di Lavitola hanno reso nota la disponibilità del loro assistito a sottoporsi a un nuovo interrogatorio e hanno annunciato l'intenzione di presentare un ricorso al tribunale del Riesame insieme a una memoria difensiva volta a confermare l'attendibilità delle dichiarazioni rese.