Nazionale · 16 Agosto 2026

Scoperta una possibile «stella-buco nero»: coinvolto un ricercatore italiano nello studio pubblicato su Nature

Lo studio guidato da Rohan Naidu (MIT) propone un oggetto ibrido per spiegare i puntini rossi osservati dal James Webb; partecipa l'italiano Sirio Belli.

Scoperta una possibile «stella-buco nero»: coinvolto un ricercatore italiano nello studio pubblicato su Nature

Un team guidato da Rohan Naidu del Massachusetts Institute of Technology ha pubblicato su Nature uno studio che propone l'esistenza di un nuovo tipo di oggetto astrofisico, definito dagli autori una "stella-buco nero". Nel lavoro è coinvolto anche il ricercatore italiano Sirio Belli dell'Università di Bologna, come riportato da Rainews il 16 agosto 2026.

Lo studio nasce dall'analisi di anomalie osservate dal telescopio spaziale James Webb: i cosiddetti puntini rossi individuati nelle immagini dell'universo primordiale. Da una di queste immagini è emerso un punto rosso più grande e luminoso degli altri, che ha permesso uno studio più dettagliato delle sue proprietà.

I ricercatori descrivono l'oggetto come simile a un'enorme stella con una massa stimata circa 100.000 volte quella del Sole, ma che allo stesso tempo emette una quantità di energia paragonabile a quella prodotta dai buchi neri. Secondo gli autori, questa combinazione di caratteristiche potrebbe essere spiegata dalla presenza, nelle prime fasi dell'universo, di stelle gigantesche composte quasi esclusivamente di idrogeno.

Se l'ipotesi fosse confermata, la "stella-buco nero" potrebbe fornire una spiegazione per molti dei puntini rossi osservati dal Webb e contribuire a chiarire l'origine di oggetti di grande massa come alcuni quasar e buchi neri supermassicci, fenomeni sui quali permangono ancora dubbi nella comunità astrofisica.

Fonte: Raccontiamo Città

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