El Niño si è rafforzato: le previsioni indicano possibili effetti sul clima italiano in autunno
Anomalie di temperatura nel Pacifico e proiezioni del Climate Prediction Center indicano un evento in aumento; ottobre-dicembre 2026 ha il 69% di probabilità di essere un El Niño storico
El Niño si è intensificato nell’ultimo mese: nel Pacifico equatoriale orientale le anomalie della temperatura superficiale del mare hanno superato i +2,0 °C, secondo il report del Climate Prediction Center (CPC) della NWS citato dalla fonte.
L’indice della temperatura subsuperficiale equatoriale (media da 180°-100°W) è aumentato durante luglio, segnalando un termoclino più profondo della media. (Il termoclino è lo strato d’acqua che separa l’acqua calda superficiale da quella fredda profonda.)
Le anomalie della temperatura subsuperficiale hanno raggiunto valori significativi, fino a +10,0 °C in profondità. Nel report si registrano inoltre anomalie del vento occidentale a bassa quota e anomalie del vento orientale in quota, estese dal Pacifico equatoriale occidentale a quello centro-orientale.
"Nel complesso, il sistema accoppiato oceano-atmosfera ha evidenziato un rafforzamento di El Niño.": questo il commento contenuto nella sintesi del CPC.
Il fenomeno agisce indirettamente sull’Europa e sull’Italia: oltre ad alzare la temperatura media globale, favorisce la persistenza di anticicloni subtropicali robusti e duraturi sulle nostre regioni durante la stagione estiva.
Le previsioni ENSO del CPC, che sintetizzano vari modelli internazionali, indicano che El Niño proseguirà a rafforzarsi fino alla fine dell’anno. Per il periodo ottobre-dicembre 2026 il report segnala una probabilità del 69% di un evento storico che supererebbe l’intensità dei precedenti episodi El Niño risalenti al 1950 (indicata come +2,5 °C).
Il documento avverte che, con un evento di tale portata, aumentano le probabilità di subire impatti coerenti con El Niño, anche se tali effetti non sono garantiti.
Nella prospettiva europea e italiana, il rafforzamento dell’evento potrebbe contribuire a rendere più frequente la combinazione di ondate di calore e afa alternate a episodi di forti precipitazioni e nubifragi, fenomeni che la fonte descrive come una possibile crescente "schizofrenia climatica".