Schengen e controlli ai confini: il governo valuta la proroga, le opposizioni attaccano
Tajani smentisce tensioni con Spagna e Germania; maggioranza chiama a stringere i controlli, mentre Pd, M5S e altri accusano propaganda e distrazione dai problemi economici
Il governo francamente esamina la possibilità di prorogare la sospensione del trattato di Schengen con l'obiettivo dichiarato di intensificare il controllo dei valichi di frontiera. La questione ha polarizzato il confronto politico nazionale, coinvolgendo ministri della maggioranza e leader dell'opposizione.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha escluso tensioni diplomatiche con Madrid e ha invitato la Spagna a concentrare l'attenzione sul dossier Marocco; ha inoltre precisato che non esiste un braccio di ferro con la Germania sui rimpatri. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ringraziato le forze dell'ordine e i militari, sottolineando che "la sicurezza non va in vacanza" e garantendo la presenza dello Stato sul territorio.
Nella maggioranza il segretario della Lega Matteo Salvini ha ribadito la necessità di difendere i confini, richiamando anche i flussi verso l'enclave di Ceuta e sostenendo che l'immigrazione clandestina costituisce una seria minaccia per la tenuta dello stato sociale, con impatti su pensioni, sanità e servizi di assistenza. Simile durezza è stata espressa da Noi Moderati attraverso Maurizio Lupi, che ha invocato il massimo rigore contro gli ingressi irregolari.
Il fronte delle opposizioni è compatto nella critica: il Partito Democratico ha accusato l'esecutivo di fare propaganda e ha contestato la gestione del Viminale, sostenendo che "i dati ufficiali verrebbero modificati a posteriori per mascherare un reale aumento dei reati". Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha rimarcato che la maggioranza sta distogliendo l'attenzione dalle criticità economiche del Paese, citando tra le priorità mancate la disoccupazione giovanile e gli effetti del caro energia e del rincaro dei carburanti.
Matteo Renzi ha osservato che le scelte del governo in tema di libera circolazione stanno danneggiando interessi strategici dell'Italia, richiamando il tema delle dinamiche dei rimpatri tedeschi. Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha invece richiamato l'attenzione sulla crisi in Medio Oriente, condannando le violenze a Gaza e in Cisgiordania e chiedendo all'esecutivo guidato da Giorgia Meloni di "interrompere ogni presunta complicità con il governo di Benjamin Netanyahu".
Il confronto politico resta quindi concentrato su sicurezza, controlli alle frontiere e priorità economiche e internazionali, con il governo che valuta misure di restrizione temporanea della libera circolazione e l'opposizione che denuncia usi propagandistici delle tematiche legate all'immigrazione.