Nazionale · 15 Settembre 2026

El Niño e il possibile ‘grande freddo’: le proiezioni europee e gli effetti attesi in Italia

L’ECMWF segnala scenari invernali estremi causati da El Niño, con rischi per temperature, nevicate e tenuta delle forniture energetiche

El Niño e il possibile ‘grande freddo’: le proiezioni europee e gli effetti attesi in Italia

Le simulazioni meteorologiche europee, tra cui quelle dell’ECMWF, evidenziano la concreta possibilità che il prossimo inverno sia tra i più freddi della storia recente, anche per effetto di El Niño, il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale.

I modelli, che impiegano anche tecniche di intelligenza artificiale per le proiezioni stagionali, mostrano anomalie bariche estreme: la formazione di ampi blocchi anticiclonici alle alte latitudini può funzionare da ‘scivolo’ per masse d’aria gelida di origine artica e siberiana verso l’Europa.

Al centro dello scenario c’è il rischio di indebolimento o collasso del vortice polare. Se ciò si verificasse, l’aria fredda normalmente confinata al Polo potrebbe spingersi con forza verso sud, favorendo importanti irruzioni fredde sul continente.

Un assetto barico con alta pressione tra Islanda e Groenlandia e una vasta area di bassa pressione sull’Europa faciliterebbe l’ingresso di aria gelida nel cuore del Vecchio Continente. Le proiezioni parlano di elevate probabilità di ondate di gelo e di nevicate intense, non solo sulle catene montuose ma anche in pianura e lungo le coste.

Questa combinazione di condizioni atmosferiche estreme solleva preoccupazioni sulla tenuta delle infrastrutture pubbliche e dei servizi. In particolare, la possibile coincidenza di un inverno rigido con vincoli nelle forniture energetiche potrebbe aumentare la domanda di riscaldamento e mettere sotto pressione reti elettriche e approvvigionamenti di gas, con il rischio di interruzioni o blackout nelle forniture.

Le indicazioni diffuse dall’ECMWF sono proiezioni basate sui modelli climatici; rappresentano scenari possibili che richiedono monitoraggio e verifiche continue da parte delle autorità e dei centri meteorologici.

Fonte: Raccontiamo Città

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