Tajani: lo sport genera oltre 32 miliardi e sostiene l'export italiano
Al Ministero degli Esteri presentati dati sul valore economico della filiera sportiva e sulle potenzialità d'export, con riferimenti a Rapporto Sport 2025 e studi commissionati dal MAECI
Il Ministero degli Affari Esteri ha ospitato un incontro che ha visto la partecipazione dei vertici del Coni, delle federazioni sportive, di aziende del settore e di atleti azzurri per discutere il ruolo economico dello sport e le sue ricadute sull’export.
Il Rapporto Sport 2025, redatto dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC) e da Sport e Salute su dati ISTAT, indica che nel 2023 l’economia legata allo sport ha generato oltre 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari a circa l'1,5% del PIL nazionale, con una crescita del 30,1% rispetto all’anno precedente. Gli occupati riconducibili al settore sono circa 421 mila.
La composizione del valore aggiunto è stata descritta nello studio: circa 5,3 miliardi derivano dalle attività sportive vere e proprie (gestione impianti, club, palestre), 14,7 miliardi da attività strettamente connesse allo sport (produzione e commercializzazione di abbigliamento, calzature e attrezzature) e circa 12 miliardi da attività collegate in senso più ampio, come turismo, media, trasporti ed editoria sportiva.
Particolare rilievo assume la componente manifatturiera: l’industria collegata allo sport genera circa 4,4 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega oltre 55 mila addetti. Nel 2023 si contano inoltre oltre 19 mila imprese private legate alle attività sportive; per lo sport dilettantistico il Rapporto registra nel 2024 107.804 associazioni e società sportive con almeno un tesserato attivo.
Sui mercati internazionali l’Italia ha esportato nel 2024 beni sportivi “core” per circa 4,7 miliardi di euro. I principali comparti esportati sono calzature e abbigliamento sportivo (oltre 1,14 miliardi), il fitness (circa 878 milioni) e biciclette e componentistica (circa 759 milioni), che insieme rappresentano quasi il 60% delle esportazioni sportive italiane. Con circa 5 miliardi di export, l’Italia si posiziona al secondo posto in Europa e al quinto a livello mondiale. I principali mercati di destinazione sono Stati Uniti, Francia e Germania, seguiti da Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito.
Lo studio della Fondazione Manlio Masi, commissionato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e citato nel Rapporto Sport 2025, stima un potenziale di export aggiuntivo per l’Italia di circa 650 milioni di euro, con opportunità significative in Asia orientale (Cina e Giappone) e in paesi come Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato il peso economico del mare e dello sport azzurro: "L'economia del mare vale oltre 216 miliardi di euro, pari all'11% del Pil". Tajani ha inoltre richiamato la strategia di crescita esterna del Paese: "Crediamo fortemente in una politica di diplomazia della crescita. Tutti i settori produttivi italiani possono essere parte di una grande strategia per favorire l'esportazione: abbiamo un obiettivo di 700 miliardi di export entro la fine del prossimo anno, oggi siamo a 650 con un incremento del 4,5% nei primi sei mesi dell'anno".
Il Rapporto evidenzia anche l’impatto dei grandi eventi internazionali: per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 il CIO ha stimato un impatto economico netto superiore a 5 miliardi di euro e oltre 36 mila posti di lavoro sostenuti dall’evento. Altri eventi citati sono il Giro d’Italia (valore stimato in circa 2,1 miliardi), gli Internazionali BNL d’Italia (indotto stimato nel 2025 in circa 900 milioni) e le Nitto ATP Finals 2025 (impatto economico superiore a 590 milioni). Sono in corso di valutazione i Campionati Europei di volley maschile e l'America's Cup prevista a Napoli nel 2027.
I dati citati nel corso dell’incontro delineano una filiera che unisce sport, manifattura, tecnologia e servizi, nella quale il Made in Italy risulta competitivo soprattutto nei prodotti a maggiore contenuto di design, specializzazione e know‑how industriale.