Petrolio sopra i 107$ e allarmi sull’AI: mercati europei aprono deboli, Milano in calo
Chiusura di un oleodotto saudita dopo attacchi di droni e il rinvio di un incontro in Oman spingono il greggio; avvertimenti di aziende AI pesano sui tecnologici
La settimana parte con tensioni sui mercati finanziari internazionali per due fattori principali: la salita del prezzo del petrolio e gli allarmi lanciati da alcune società di intelligenza artificiale.
Il greggio è salito oltre i 107 dollari al barile, in aumento del 2,5%. L’Arabia Saudita ha dovuto chiudere l’oleodotto est-ovest in seguito ad attacchi di droni, e il previsto incontro in Oman tra l’Iran e gli Stati del Golfo è stato rinviato, elementi che hanno contribuito al rialzo delle quotazioni.
Parallelamente, avvertimenti su rischi legati a uno sviluppo incontrollato dei modelli di intelligenza artificiale, lanciati da importanti aziende del settore come Anthropic, hanno gravato sui titoli tecnologici e alimentato un’ondata di vendite.
L’apertura delle principali borse europee è stata debole e contrastata: Milano -0,3%, Parigi -0,4% e Francoforte -0,2%, mentre Londra è risultata in progresso di +0,5%.
A Piazza Affari si sono distinti i settori energetici, con Eni in rialzo dell’1%, mentre i tecnologici hanno registrato perdite, tra cui Prysmian (-4%) e il produttore di semiconduttori Stm (-3%).
Anche le piazze asiatiche hanno chiuso in rosso: Tokyo -0,58%, con Soft Bank Group che ha perduto fino al 13% dopo la dichiarazione di Sam Altman di OpenAI secondo cui la società non sarà quotata in borsa quest’anno per concentrarsi sulla sicurezza. La seduta più pesante è stata a Seul (-3,26%), mentre Hong Kong è rimasta sopra la parità.