Nazionale · 14 Settembre 2026

Etna, allerta rossa: nube di cenere stimata a 4 km verso l'aeroporto di Catania

Settore C1 dello scalo chiuso e arrivi sospesi fino alle 16; la società di gestione SAC devia alcuni voli su altri aeroporti siciliani, tra cui Palermo

Etna, allerta rossa: nube di cenere stimata a 4 km verso l'aeroporto di Catania

È stata emessa una nuova allerta rossa sull'Etna per l'emissione di cenere. Il bollettino Vona per l'aviazione indica che l'altezza stimata della nube vulcanica è di circa 4 chilometri e, secondo i dati delle telecamere di sorveglianza visibile e termica, la nube si muove verso sud, in direzione dell'aeroporto di Catania.

Per questo motivo è stata disposta la chiusura del settore C1 dell'aeroporto di Catania-Fontanarossa, con conseguente sospensione degli arrivi nazionali e internazionali fino alle ore 16. La società di gestione SAC ha disposto deviazioni di arrivi su altre infrastrutture siciliane, tra cui l'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo.

Negli ultimi cinquanta giorni il vulcano ha attraversato una sequenza intensa di eventi eruttivi: fontane di lava, esplosioni stromboliane e colonne di cenere che hanno condizionato la quotidianità della Sicilia orientale. Il picco dell'attività si è registrato nella notte tra il 6 e il 7 agosto, quando un violento parossismo alla Voragine è passato a un'eruzione laterale effusiva con l'apertura di nuove bocche attorno ai 2.700-2.750 metri, tra Valle del Leone e Valle del Bove.

L'8 agosto si è aperto un ulteriore fronte lavico presso Monte Rittmann e l'11 agosto una nuova bocca è comparsa in Valle del Bove, a quota 1.900 metri vicino a Monte Simone. Tra il 12 e il 15 agosto la ricaduta di cenere ha costretto l'aeroporto di Catania-Fontanarossa a chiusure e limitazioni ripetute: tra l'8 e l'11 agosto sono stati cancellati circa 700 voli, con oltre 100.000 viaggiatori coinvolti, e in alcuni momenti gli arrivi sono stati contingentati a soli cinque aerei l'ora. La nube di cenere, spinta da venti insoliti da nord verso sud, ha interessato anche la parte orientale di Malta e il nord della Libia.

Secondo il vulcanologo dell'INGV di Catania, Mario Mattia, il fenomeno estivo è stato eccezionale per la combinazione di tre fattori: un'attività esplosiva sostenuta e quasi continua dal cratere Voragine, diversa rispetto al passato quando erano più frequenti le fontane dal cratere di Sud-Est, unita a venti costanti che hanno spinto la cenere sopra Catania e il suo aeroporto.

Dopo un parziale ripristino della piena operatività dello scalo il 18 agosto, l'attività dell'Etna è proseguita: il 19 agosto è tornata l'attività stromboliana alla Voragine, mentre i fronti lavici in Valle del Bove rallentavano gradualmente. All'inizio di settembre l'attività non si è arrestata: il 1° settembre l'INGV ha emesso un'allerta arancione per emissioni di cenere debole e il 9 settembre si sono sollevate nuove colonne di fumo e cenere dai crateri sommitali, senza che in quella occasione si registrassero limitazioni ai voli.

Il bilancio dell'estate 2026 riguarda sia le dinamiche vulcaniche sia la gestione del rischio aereo: istituzioni e compagnie sono chiamate, si legge nel resoconto, a rafforzare comunicazione tempestiva e procedure condivise. Nei centri alle pendici del vulcano, come Valverde, Viagrande, San Gregorio e San Giovanni la Punta, la ricaduta di cenere ha creato disagi quotidiani per residenti e automobilisti, ricordando che per chi vive sull'Etna l'eruzione non è solo uno spettacolo visivo.

Fonte: Raccontiamo Città

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