Il contrasto urbano al caldo: Parigi, Berlino, Londra, Tokyo e il «Piano Caldo» di Roma
Panoramica sui piani climatici fino al 2027 e oltre; per l'Italia il focus è sul Piano Caldo di Roma, parte della Strategia di adattamento approvata nel 2025
Negli ultimi anni le principali capitali mondiali hanno avviato piani di adattamento e mitigazione per contrastare il surriscaldamento urbano, cercando di coniugare interventi di breve periodo con strategie strutturali il cui orizzonte si estende fino al 2027 e oltre. Le iniziative spaziano dalla trasformazione degli spazi pubblici alla transizione della mobilità, fino a investimenti in infrastrutture per gestione delle acque e dell’energia.
A Parigi, nell’ambito del piano di transizione ecologica con scadenze fissate al 2027, la città punta a una riduzione delle emissioni del 5% all’anno. Tra le misure indicate ci sono l’accelerazione della mobilità elettrica con migliaia di punti di ricarica e la conversione della flotta pubblica, il taglio degli sprechi alimentari e energetici negli edifici pubblici e la trasformazione dei cortili scolastici in «oasi» verdi per mitigare le ondate di calore.
Ad Amsterdam, inserita nel programma nazionale olandese di adattamento climatico con orizzonte 2027, la strategia è orientata alla cosiddetta «Città Spugna» (water robustness): riprogettare lo spazio urbano per assorbire l’acqua in eccesso durante i nubifragi, prevenire allagamenti, combattere la siccità estiva e integrare la gestione climatica con la salute pubblica.
La Germania ha adottato dallo scorso marzo un nuovo piano climatico che comprende 67 misure chiave e uno stanziamento di almeno 8 miliardi di euro. L’obiettivo indicato è ridurre le emissioni del 65% entro il 2030; tra le misure previste l’espansione di 12 GW di energia eolica onshore (equivalente alla produzione di circa 15–20 centrali a gas) con una riduzione stimata di 6,5 milioni di tonnellate di CO₂, incentivi alla mobilità elettrica (programma da 3 miliardi di euro), interventi su teleriscaldamento, decarbonizzazione del calore di processo e sostituzioni di macchine agricole diesel.
A Tokyo la Zero Emission Tokyo Strategy punta su efficienza e sostenibilità: diffusione massiccia di veicoli a zero emissioni (ZEV), installazione obbligatoria di pannelli solari sui nuovi edifici, espansione dell’uso di celle a combustibile a idrogeno e rafforzamento delle infrastrutture sotterranee per proteggere la città da tifoni e temperature estreme.
Il London Plan 2027–2050 si propone come guida strategica per lo sviluppo territoriale della metropoli inglese, collegando la crisi abitativa alla resilienza climatica. Il piano introduce standard di progettazione per contrastare il surriscaldamento degli edifici, amplia le iniziative «Healthy Streets» per ridurre smog e promuovere mobilità attiva e integra la gestione delle risorse idriche e degli spazi verdi per difendere la città dai futuri shock climatici.
Per l’Italia, il riferimento centrale è Roma: la Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici è stata approvata nel 2025 e il cosiddetto Piano Caldo è stato annunciato nel luglio del 2026. Il Piano Caldo mira a preparare la città agli eventi estremi con una strategia integrata basata su prevenzione, adattamento e coordinamento con altre città europee. Tra le misure specifiche riportate figurano il rafforzamento dei servizi per persone fragili (centri diurni, unità di strada, stazioni di posta, tensostrutture, pasti, screening sanitari, piscine gratuite, soggiorni estivi e centri estivi, oltre a interventi della protezione civile) e interventi su spazio urbano e verde: +38mila alberi dal 2022, aumento delle aree verdi del 4,56% dal 2021, depavimentazione di oltre 44mila mq e lavori su strade e piazze con manutenzione e lavaggio delle strade potenziati.
Il confronto tra le diverse città mostra approcci differenti—dalla gestione delle acque alla produzione rinnovabile e al verde urbano—ma comune è l’obiettivo di ridurre gli effetti del caldo estremo e aumentare la resilienza urbana, pur dovendo fare i conti con i tempi della burocrazia e dell’attuazione delle misure rispetto all’accelerazione del cambiamento climatico.