La scelta di Nicolò Tresoldi mette in luce la crisi del calcio italiano e della Nazionale
La rinuncia del giovane attaccante all’Italia e i numeri su presenze e mercato evidenziano problemi sistemici che penalizzano i talenti italiani
Nicolò Tresoldi ha deciso di rinunciare alla nazionale italiana, scegliendo di fatto la Germania, dove è cresciuto calcisticamente. Il giovane attaccante, descritto come uno dei nomi più promettenti emersi negli ultimi anni, è stato inserito dalla Lega Serie A tra i 100 migliori giovani italiani; è originario di Cagliari, è cresciuto nel settore giovanile tedesco e ora milita nel Club Brugge. Nella ricostruzione del caso viene citata anche la sua età come 22enne e l’apprezzamento per tecnica, finalizzazione e intelligenza di movimento.
La vicenda di Tresoldi viene letta come parte di un fenomeno più ampio: sempre più giovani di origine italiana o con doppio passaporto, formati all’estero o legati ad altri sistemi federali, optano per nazionali diverse dall’Italia. Tra le destinazioni citate ci sono la Germania, gli Stati Uniti e paesi emergenti che investono nel reclutamento di giovani talenti lontani dal paese d’origine.
I dati citati delineano una situazione preoccupante per il sistema calcistico nazionale: in Serie A la percentuale di italiani titolari è scesa al 31%, mentre il 64% degli arrivi nel mercato estivo 2026 è rappresentato da stranieri. Il peso dei minuti giocati dagli italiani è calato dal 70% del totale nella stagione 2005-06 (la vigilia del Mondiale vinto) a circa il 30% nell’ultima stagione. Il sistema calcistico italiano accumula debiti per miliardi e, nell’ultimo quarantennio, centinaia di società sono fallite o state escluse dai campionati per problemi economici.
Le conseguenze sulla nazionale maggiore sono evidenti: dopo l’esclusione dai Mondiali 2018 e 2022, l’Italia non si è qualificata nemmeno per USA-Canada-Messico 2026, venendo eliminata ai play-off ai rigori dalla Bosnia-Erzegovina. Per la prima volta nella storia, la nazionale ha mancato tre Mondiali consecutivi.
Per far fronte a questa situazione vengono proposte varie riforme: dalla riduzione del numero di club professionistici a nuovi meccanismi di finanziamento per vivai e settore giovanile, fino a misure per tutelare i minuti in campo dei calciatori italiani. Tuttavia, la fonte segnala che tra interessi consolidati e inerzia del sistema le riforme faticano a realizzarsi.
Nel quadro descritto, il caso di Tresoldi è presentato come un campanello d’allarme: se il calcio italiano non riuscirà a produrre, trattenere e valorizzare i propri talenti, la crisi della nazionale maggiore potrebbe prolungarsi oltre il prossimo ciclo.