Nazionale · 12 Settembre 2026

Caso Kata: la madre contesta la richiesta di archiviazione e chiede di esaminare gli atti

La procura di Firenze ha chiesto l'archiviazione; la madre Katherine Alvarez insiste che "la verità è nell'ex Astor" e chiede aiuto alle istituzioni

Caso Kata: la madre contesta la richiesta di archiviazione e chiede di esaminare gli atti

La madre di Kata, Katherine Alvarez, ha espresso davanti al Palazzo di giustizia di Firenze il proprio disappunto per la richiesta della procura fiorentina di archiviazione dell'inchiesta sulla scomparsa della figlia, avvenuta nel giugno 2023 dall'ex Hotel Astor, allora occupato abusivamente da decine di persone di diversa nazionalità.

"Non me lo aspettavo", ha detto Alvarez. "E sono dispiaciuta. Ma continuerò a lottare per trovare la verità e chiedo aiuto alla sindaca Sara Funaro e a tutti i politici". "Kata è ancora viva, mi manca e voglio riabbracciarla", ha aggiunto.

La procura ha motivato la richiesta di archiviazione rilevando che "Gli elementi raccolti non consentono una ragionevole previsione di condanna". Nell'inchiesta risultavano indagati lo zio materno e quello paterno. Se Katherine Alvarez si opporrà alla richiesta di archiviazione, la decisione spetterà al gip del tribunale di Firenze.

I legali della famiglia hanno ritirato gli atti delle indagini svolte dai carabinieri negli ultimi tre anni: oltre 28 mila pagine e 40 terabyte di immagini e video, che la madre intende esaminare per verificare se siano state prese in considerazione le piste da lei indicate.

"Sicuramente la procura ha fatto di tutto per cercare i responsabili della scomparsa della mia bambina e capirò, leggendo gli atti se sono state approfondite anche le indicazioni e le piste che avevo suggerito, anche nel gennaio scorso alla procuratrice Rosa Volpe", ha detto Alvarez.

"La verità è nell'ex Astor", ha continuato la madre, ribadendo di aver notato "cose strane" nell'edificio una settimana prima della sparizione della figlia. "Poi ho avuto dei litigi, ma sinceramente non so chi potesse odiarmi tanto da togliermi Kata. Io non ho fatto male a nessuno non avevo debiti con nessuno", ha aggiunto.

Sulle indagini rivolte al fratello e al cognato la madre ha detto: "All'inizio ho avuto dubbi sui miei parenti , ma ho parlato con loro e poi le indagini dei carabinieri hanno escluso che fossero coinvolti nella scomparsa della mia figlia."

Fonte: Raccontiamo Città

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