Nazionale · 11 Settembre 2026

La Russa: il voto a settembre «anomalia», possibile spostamento di qualche giorno o mese

Il presidente del Senato dalla Triennale di Milano non esclude un anticipo per evitare il mese di settembre e difende la proposta sulle preferenze

La Russa: il voto a settembre «anomalia», possibile spostamento di qualche giorno o mese

"A settembre non si è mai votato, l'altra volta nel 2022 era un'anomalia". Con queste parole il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si è espresso a margine del convegno "Il tempo delle donne" alla Triennale di Milano, criticando la scelta del mese per una tornata elettorale.

La Russa ha ricordato che la legislatura è nata con il voto del 25 settembre 2022 e ha scadenza naturale nell'autunno 2027, sottolineando che "cose da fare ce ne sono, quindi la possibilità di andare a fine legislatura c'è". Sulla possibilità di anticipare la data del voto ha aggiunto: "Se non si vuol votare a settembre non escludo che si possa votare qualche mese o giorno prima, ma solo per un fatto settembrino".

Riferendosi alla votazione in Senato di ieri, La Russa ha definito l'iniziativa sulle preferenze "un tentativo in politica legittimo ma scoperto di mettere in difficoltà la coalizione di centrodestra e non di introdurre le preferenze" e ha contestato le motivazioni degli estensori dell'emendamento.

Sulle possibili ricadute interne alla coalizione il presidente del Senato ha osservato che "se Meloni cade nel tranello, gli alleati si ribellano e si va a votare subito e niente preferenze. Se Meloni invece tiene fede al patto di coalizione allora possono gridare che ha cambiato idea. È stato un tentativo di tranello finito nel nulla".

La Russa ha poi fatto una previsione sull'effetto delle preferenze per il suo partito: "Accetto scommesse: il mio partito, non so gli altri, avrà almeno il 60-65% degli eletti con le preferenze". Ha spiegato come, secondo la sua interpretazione del sistema, Meloni e i ministri potranno candidarsi in cinque collegi ma risultare eletti solo in uno, e che i capilista nelle liste bloccate lascerebbero il seggio al primo dei non eletti in base alle preferenze.

Infine La Russa ha parlato dell'impatto sulle quote di genere: "Adesso la quota di donne elette è pari circa al 30%. Scommetto che con questa legge il numero di donne elette sarà superiore... Se anche ci fosse una eletta in meno, ma io penso ce ne saranno dieci in più, sarebbe un passo avanti e non indietro". Ha concluso affermando che "prima o poi, non adesso, non ci sarà più bisogno delle quote rosa anche in politica".

Fonte: Raccontiamo Città

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