Nazionale · 11 Settembre 2026

Piogge e temperature più miti: si apre la stagione dei funghi in Italia

Micologi e Asl richiamano l'attenzione su riconoscimento delle specie, sicurezza nei boschi e regolamentazioni locali

Piogge e temperature più miti: si apre la stagione dei funghi in Italia

Con l'arrivo delle prime perturbazioni dopo un'estate caratterizzata da caldo e siccità, nei boschi italiani è iniziata la stagione dei funghi. Le piogge abbondanti e il calo delle temperature favoriscono la comparsa delle 'buttate', ovvero la nascita simultanea di numerosi esemplari nel sottobosco. Settembre è tradizionalmente considerato uno dei mesi migliori per la raccolta.

I micologi spiegano che i porcini trovano condizioni favorevoli quando l'umidità del terreno aumenta dopo le piogge e le temperature diventano più miti rispetto ai mesi estivi. Le prime segnalazioni della stagione provengono dalle aree montane e collinari del Nord e del Centro Italia, dalle Alpi agli Appennini.

Oltre ai porcini, nei boschi stanno comparendo anche finferli, lattari e russule, tra le specie più diffuse all'inizio dell'autunno. L'inizio della stagione richiama ogni anno migliaia di persone nei boschi italiani, rendendo centrali le questioni legate alla sicurezza e alla salute pubblica.

Gli esperti consigliano di non avventurarsi da soli in zone poco conosciute, di comunicare il proprio itinerario a familiari o amici e di portare con sé telefono cellulare carico, acqua, abbigliamento adeguato e scarponi da trekking. È inoltre indicato consultare le previsioni meteo prima di partire, perché temporali improvvisi e nebbia possono rendere difficile orientarsi.

Per quanto riguarda la raccolta, le autorità sanitarie raccomandano di raccogliere soltanto specie perfettamente conosciute e di evitare il consumo di esemplari sui quali vi sia anche il minimo dubbio. Ogni anno si registrano casi di intossicazione dovuti allo scambio tra funghi commestibili e specie tossiche. I funghi raccolti possono essere sottoposti gratuitamente al controllo degli ispettorati micologici delle Asl, presenti in molte province italiane, prima del consumo.

Infine, la raccolta è regolata da normative locali che spesso prevedono limiti quantitativi giornalieri, permessi e aree soggette a restrizioni. Informarsi sulle regole locali prima di entrare nel bosco evita sanzioni e contribuisce alla tutela dell'ambiente.

Fonte: Raccontiamo Città

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