Riforma elettorale: la preferenza torna alle urne, ammessa una sola scelta
Dopo oltre trentacinque anni dalla riforma Mattarella del 1991 il Parlamento riapre il confronto sul ruolo delle preferenze per rafforzare la rappresentanza diretta
La proposta di riforma elettorale prevede che gli elettori possano tornare a esprimere una preferenza alle urne, con l’ammissione di una sola scelta come strumento per evitare il voto di scambio.
Si tratta di un cambiamento che rompe con l’impostazione introdotta dalla riforma Mattarella del 1991 — avvenuta oltre trentacinque anni fa, secondo la ricostruzione riportata — e mira a restituire agli elettori un ruolo più diretto nella scelta dei propri rappresentanti, riducendo la dipendenza da liste bloccate decise dai partiti.
Il Parlamento è chiamato a definire i dettagli operativi della misura. Nel corso del dibattito pubblico e istituzionale si è acceso il confronto sulle garanzie di trasparenza necessarie per evitare i rischi del passato e per assicurare una competizione elettorale pulita.