Nazionale · 15 Agosto 2026

Microplastiche nel sistema nervoso: studio italiano associa concentrazioni a un maggiore rischio di Sla

Ricerca di Unimore pubblicata su Brain Communications rileva per la prima volta nano- e microplastiche nel liquor di pazienti con Sclerosi laterale amiotrofica

Microplastiche nel sistema nervoso: studio italiano associa concentrazioni a un maggiore rischio di Sla

Una ricerca dell'Università di Modena e Reggio Emilia, in pubblicazione sulla rivista Brain Communications, ha rilevato per la prima volta la presenza di nano- e microplastiche nel liquor e quindi nel sistema nervoso centrale di pazienti con Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), confrontando i livelli con quelli di persone sane.

Lo studio, intitolato 'Central Nervous System Concentrations of Nano- and Microplastics and Risk of Amyotrophic Lateral Sclerosis', è coordinato da Marco Vinceti e Jessica Mandrioli, rispettivamente ordinari di Epidemiologia e di Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di Unimore.

I ricercatori hanno rilevato un'associazione tra concentrazioni di nano- e microplastiche e un maggiore rischio di Sla: i risultati suggeriscono che livelli elevati, al di sopra di un livello soglia di esposizione, siano associati a un maggior rischio di sviluppare la malattia. Lo studio indica la possibilità che l'effetto sia dovuto a un'azione tossica diretta delle plastiche o all'interazione con altre sostanze tossiche ad esse associate.

«Se e quanto questi nuovi contaminanti rappresentati da nano e microplastiche siano responsabili di effetti tossici sul sistema nervoso rimane da accertare in modo conclusivo», ha spiegato il professor Marco Vinceti.

La ricerca è anche la prima a caratterizzare la relazione tra livelli e dimensioni delle microplastiche nel sangue, dovute ad esposizione ambientale o dieta, e la presenza di tali contaminanti nel sistema nervoso.

Allo studio hanno contribuito, oltre al gruppo di epidemiologia e neurologia di Unimore, il gruppo di ricerca igienistico dell'Università di Catania coordinato dalle professoresse Margherita Ferrante e Gea Oliveri Conti — titolari di un brevetto europeo per la determinazione di quantità piccolissime di nano e microplastiche — e la professoressa Lauren Wise della Boston University School of Public Health.

Fonte: Raccontiamo Città

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