Nazionale · 09 Settembre 2026

Al Senato inizia l'esame dello “Stabilicum”: bocciate le pregiudiziali, voto entro il 15 settembre

Il testo arriva in Aula senza relatore nella versione approvata dalla Camera; restano i nodi su soglia del premio e piccole liste

Al Senato inizia l'esame dello “Stabilicum”: bocciate le pregiudiziali, voto entro il 15 settembre

Il 9 settembre il Senato ha avviato l'esame in seconda lettura del cosiddetto Stabilicum, il testo della nuova legge elettorale già licenziato dalla Camera il 16 luglio. La commissione Affari Costituzionali ha rimarcato l'impossibilità di completare l'esame nei tempi previsti, per cui il provvedimento è arrivato in Aula senza mandato al relatore nella versione approvata da Montecitorio; l'emendamento sulle preferenze dovrà comunque essere nuovamente votato.

L'Aula del Senato ha respinto le questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni: la votazione si è conclusa con 100 voti contrari, 66 favorevoli e nessuna astensione. È iniziata quindi la discussione generale, che la maggioranza stima possa durare alcune ore in base al numero degli iscritti a parlare.

Tra i punti oggetto dell'esame ci sono la soglia per l'attivazione del premio di maggioranza — attualmente fissata al 42% — e la disciplina delle liste minori. Fratelli d'Italia ha proposto di abbassare la soglia al 41%, mentre Forza Italia spinge per alzarla al 43%; la maggioranza, secondo quanto riferito dagli sherpa, ha tuttavia confermato il mantenimento al 42% ("42% era e 42% resta", ha dichiarato il senatore di Forza Italia Roberto Rosso).

La riunione degli sherpa di maggioranza terminata dopo poco più di due ore ha anche escluso definitivamente l'ipotesi del ballottaggio, proposta tramite un emendamento da Marcello Pera, e ha lasciato aperta la trattativa sulla cosiddetta norma "anti-cespugli" che riguarda il calcolo dei voti delle piccole formazioni. Si sta valutando inoltre l'eventualità di abbassare la soglia per il recupero delle piccole liste dal 3% all'1% e la possibilità di estendere il voto fuorisede ai caregiver. Non è stata accolta, invece, la proposta contenuta in un emendamento di FdI che restringeva i tempi per le dimissioni da sindaci in caso di candidatura alle politiche.

Secondo il calendario concordato, il testo sarà messo ai voti al Senato entro il 15 settembre; la Camera esaminerà in terza lettura eventuali modifiche a partire da lunedì 28 settembre, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Nel corso delle consultazioni sulla legge alcuni esponenti di maggioranza hanno richiamato l'urgenza politica dell'approvazione: tra i retroscena citati figura anche l'ipotesi ventilata dalla premier, riferita ai suoi interlocutori di maggioranza, di andare a elezioni in gennaio qualora la legge non venisse approvata.

Fonte: Raccontiamo Città

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