Ex Ilva, le associazioni dell'indotto accettano l'appello del governo e sospendono i licenziamenti
Aigi e la confederazione Aepi hanno deciso per «senso di responsabilità» di fermare le procedure collettive almeno fino alla decisione della Corte d'Appello di Milano
Il governo, durante un incontro a Palazzo Chigi con le associazioni datoriali sull'ex Ilva di Taranto, ha rivolto un invito a sospendere le procedure di licenziamento annunciate dalle aziende dell'indotto, almeno fino alla decisione della Corte d'Appello di Milano.
Le associazioni maggiormente rappresentative delle imprese coinvolte hanno risposto positivamente: Aigi e la confederazione Aepi, "per senso di responsabilità", hanno deciso di accogliere l'appello e sospendere le procedure di licenziamento.
Secondo quanto riportato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha definito la situazione sull'ex Ilva «una vera e propria tempesta destinata a generare ripercussioni occupazionali e sociali». Mantovano ha inoltre ricordato che il governo, fin dal suo insediamento, si è assunto responsabilità occupandosi della difficile situazione dell'impianto, dall'esclusione di ArcelorMittal fino alle interlocuzioni con l'Unione europea per reperire le risorse necessarie.
Al termine dell'incontro, Nicola Convertino, presidente di Aigi, ha spiegato che per questi motivi "abbiamo risposto positivamente di sospendere momentaneamente i licenziamenti collettivi, almeno fino alla sentenza del tribunale di Milano".
Anche Mino Dinoi, presidente di Aepi, ha commentato l'intesa definendola "l'occasione per dimostrare che il sistema si mette insieme" e sottolineando che l'unità nel rispondere all'appello del Governo rappresenta un atto di apertura: "il nostro obiettivo non era licenziare, ma far arrivare il grido di allarme di Taranto. Ora bisogna fare sistema con il Governo e le associazioni e le imprese devono fare il loro dovere".