Rialzo del petrolio e tensioni nello Stretto di Hormuz: mercati europei deboli, Milano sotto pressione
Il greggio supera i 98,5 dollari al barile; timori per attacchi a petroliere tra Stati Uniti e Iran influiscono sugli indici e sui titoli italiani
L'8 settembre 2026 i mercati sono stati influenzati dal nuovo aumento del prezzo del petrolio, salito di circa l'uno e mezzo per cento e oltrepassando i 98,5 dollari al barile. A pesare è la preoccupazione per gli attacchi reciproci alle petroliere nello Stretto di Hormuz tra Stati Uniti e Iran, che ha aumentato l'apprensione degli investitori.
Le borse hanno reagito debolmente: Piazza Affari ha chiuso in calo di circa lo 0,2%, Londra si è mantenuta poco sopra la parità, mentre Wall Street ha aperto più decisamente negativa dopo lo stop di ieri per il Labour Day, con Nasdaq e Dow in apertura rispettivamente in perdita dello 0,3% e dello 0,9%.
A Milano il titolo migliore è stato Telecom Italia, in rialzo del 3,3% dopo che Poste Italiane ha aumentato il valore della sua offerta pubblica di acquisto sul gruppo aggiungendo una componente di 30 centesimi ad azione. Il peggior titolo è stato Stm, che ha ceduto il 3,5%.