Meloni critica la rimessa in libertà dopo l’aggressione a due agenti a Roma
La presidente del Consiglio parla di un «segnale negativo per la credibilità dello Stato» e annuncia il rafforzamento delle tutele per le Forze dell’ordine
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato tramite un post sui social l’arresto e la successiva rimessione in libertà dell’uomo accusato di aver aggredito due poliziotti a Roma, definendo la situazione «francamente inaccettabile». Nel post Meloni ha parlato di un «segnale negativo per la credibilità dello Stato» quando, dopo un’aggressione a chi rappresenta le istituzioni, l’autore può tornare libero nel giro di poche ore.
L’episodio cui si riferisce la premier è avvenuto venerdì 4 settembre in via Cavour, nel centro di Roma. Due agenti del Commissariato Viminale sono rimasti feriti durante l’arresto di un uomo: secondo il sindacato Coisp entrambi hanno riportato ferite e una prognosi di sette giorni. L’uomo è stato arrestato con le accuse di aggressione, resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale.
Il giorno successivo l’indagato è comparso davanti al Tribunale di Roma per il giudizio direttissimo: l’arresto è stato convalidato ma il giudice ha disposto la rimessione in libertà. Proprio su questa decisione Meloni ha richiamato l’attenzione, sostenendo che episodi «sempre più numerosi» nei quali le decisioni successive all’intervento delle forze dell’ordine rischiano di vanificarne il lavoro rappresentano un problema.
La presidente del Consiglio ha assicurato che il Governo proseguirà nel rafforzare «tutele e strumenti» per le Forze dell’ordine. Va ricordato, come riportato anche dalle fonti giudiziarie, che la convalida dell’arresto e la decisione sulla misura cautelare sono due passaggi distinti: la liberazione dell’indagato dopo la convalida non equivale a un’assoluzione né chiude il procedimento. Sarà la magistratura a determinare gli sviluppi del caso.