Processo per la morte di Francesco Gianello, i periti: "Poteva essere salvato"
I consulenti del tribunale affermano che il ragazzo sarebbe potuto sopravvivere se i genitori avessero accettato chemioterapia e interventi chirurgici
I periti nominati dal tribunale hanno concluso che Francesco Gianello avrebbe potuto essere salvato se i genitori avessero permesso che venissero seguiti i protocolli chemioterapici e chirurgici previsti dalla scienza medica.
La coppia è a processo con l'accusa di omicidio volontario: secondo l'accusa, i genitori rifiutarono le cure convenzionali per il figlio di 14 anni e si affidarono al cosiddetto "metodo Hamer", trattamenti basati su sostanze "naturali", applicazioni di argilla e l'uso di antinfiammatori.
Francesco è morto di tumore nel gennaio 2024. Le conclusioni dei periti costituiscono un elemento centrale nel procedimento giudiziario in corso.