Nazionale · 08 Settembre 2026

Stop ai diesel Euro 5 dal 1° ottobre 2026 nel Bacino Padano: le regioni coinvolte e le regole

Il divieto riguarda i diesel Euro 5 e interesserà soprattutto le grandi città di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia‑Romagna, salvo alternative regionali equivalenti.

Stop ai diesel Euro 5 dal 1° ottobre 2026 nel Bacino Padano: le regioni coinvolte e le regole

Il divieto per i veicoli diesel Euro 5 entrerà in vigore il 1° ottobre 2026 in alcune zone del Bacino Padano con l'obiettivo di abbassare le emissioni in un'area spesso sforante sui limiti della qualità dell'aria.

La misura era prevista inizialmente per il 2025, ma il Governo ha posticipato l'applicazione di un anno. Sono interessati principalmente i diesel Euro 5, in genere immatricolati tra il 2011 e il 2015.

Le limitazioni riguarderanno soprattutto i Comuni con oltre 100.000 abitanti; il perimetro è stato dunque ridotto rispetto alla formulazione originaria che coinvolgeva i centri con più di 30.000 residenti. Le Regioni coinvolte sono Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia‑Romagna, ma la normativa consente a ciascuna Regione di adottare misure alternative capaci di garantire una riduzione delle emissioni equivalente al divieto.

La Lombardia sembra la più orientata a mantenere il blocco: nei Comuni interessati, tra cui Milano, Brescia, Bergamo e Monza, le auto diesel Euro 5 non potranno circolare nei giorni feriali, in genere dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 7.30 e le 19.30.

Il Piemonte ha invece aggiornato il proprio Piano per la qualità dell'aria introducendo interventi compensativi e, allo stato attuale, il blocco generalizzato non dovrebbe entrare in vigore. Veneto ed Emilia‑Romagna stanno lavorando a soluzioni analoghe; la situazione definitiva dipenderà dalle decisioni regionali nelle prossime settimane.

La misura nasce per migliorare la qualità dell'aria nella Pianura Padana, un'area che registra frequentemente livelli elevati di polveri sottili e biossido di azoto. L'Italia era stata più volte richiamata dalle istituzioni europee per il mancato rispetto dei limiti sulla qualità dell'aria, motivo per cui il decreto impone alle Regioni interessate di adottare interventi efficaci, lasciando la possibilità di scegliere tra il divieto di circolazione e misure compensative di pari efficacia.

Per verificare se un veicolo è coinvolto, gli automobilisti possono consultare la carta di circolazione, dove è indicata la classe ambientale, oppure utilizzare il Portale dell'Automobilista. In generale sono interessate le vetture diesel Euro 5 immatricolate tra il 2011 e il 2015, ma è necessario controllare il singolo mezzo.

Chi viola i divieti rischia una multa da 168 a 679 euro. In caso di recidiva, ossia due infrazioni nell'arco di due anni, può scattare anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.

Per milioni di proprietari di auto a gasolio l'autunno potrebbe comportare cambiamenti nelle abitudini di mobilità; molto dipenderà dalle scelte finali delle Regioni, chiamate a bilanciare la tutela della qualità dell'aria con le esigenze di cittadini e imprese.

Fonte: Raccontiamo Città

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