Nazionale · 24 Luglio 2026

Bimbo di 18 mesi morto a Catanzaro: si sospetta infezione da Clostridium difficile

Quattro compagni d'asilo ricoverati; esperti e istituti sanitari spiegano caratteristiche, trasmissione, sintomi, prevenzione e trattamento

Bimbo di 18 mesi morto a Catanzaro: si sospetta infezione da Clostridium difficile

La procura di Catanzaro ha aperto accertamenti dopo la morte di un bimbo di 18 mesi all'ospedale della città, per la quale si sospetta una contaminazione da Clostridium difficile. Nello stesso episodio sono stati ricoverati quattro bambini frequentanti lo stesso asilo nido.

Secondo un focus dell'Irccs Humanitas citato dalla fonte, “Il Clostridium difficile è un batterio anaerobio, Gram-positivo, presente fisiologicamente nella flora batterica della vagina e dell'intestino”. Essendo rintracciabile nelle feci, la trasmissione avviene toccando con le mani la bocca o altre mucose dopo aver maneggiato oggetti o superfici contaminate con feci.

I sintomi e le condizioni associate all'infezione includono diarrea acquosa (almeno tre evacuazioni al giorno per due o più giorni), febbre, perdita di appetito, nausea, dolori addominali e colite; può anche manifestarsi una colite pseudomembranosa, caratterizzata da febbre, nausea e diarrea in concomitanza con la terapia antibiotica, come descritto dagli esperti citati.

Per la prevenzione, Humanitas segnala che il batterio può sopravvivere a lungo su oggetti e superfici e raccomanda misure igieniche come il lavaggio delle mani dopo l'uso della toilette e prima dei pasti e la cura dell'igiene dei bagni, soprattutto se usati da persone con diarrea.

Sul fronte terapeutico, la fonte indica che alcuni ceppi producono una tossina necrotizzante e che l'infezione può proliferare quando la flora intestinale si altera, ad esempio dopo terapie antibiotiche prolungate. “Per trattare le infezioni da Clostridium difficile possono essere utilizzati diversi antibiotici”, precisa Humanitas: nei casi lievi si può impiegare metronidazolo, mentre in altri casi sono indicate vancomicina o fidaxomicina, somministrate per via orale per almeno 10 giorni. La sospensione di altri antibiotici, quando possibile, è consigliata. La recidiva dell'infezione interessa circa il 20% dei pazienti.

L'Istituto Superiore di Sanità, tramite il sito Epicentro, ricorda che la CDI (Clostridioides difficile infection) è una delle principali infezioni correlate all'assistenza sanitaria nei Paesi industrializzati e rappresenta la principale causa di diarrea in ambito ospedaliero. Uno studio citato dall'ISS, pubblicato nel 2019 sul Journal of Global Health, stima un'incidenza globale di 2,2 casi per 1.000 ricoveri all'anno e di 3,5 casi per 10.000 giorni-paziente all'anno.

Le informazioni e i dati riportati provengono dalle fonti citate nell'articolo e dagli enti sanitari menzionati.

Fonte: Raccontiamo Città

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