El Niño si rafforza: Pacifico insolitamente caldo e atmosfera ricca di vapore, quale impatto per l'Italia
Le mappe dell'ECMWF mostrano anomalie termiche nel Pacifico e un'atmosfera satura di umidità; gli effetti su piogge, temporali e temperature potrebbero estendersi all'Europa e all'Italia
Le analisi dell'ECMWF indicano un progressivo rafforzamento di El Niño, con temperature superficiali del Pacifico tropicale nettamente sopra la media. Le carte sinottiche del centro europeo evidenziano inoltre un'atmosfera caratterizzata da elevati contenuti di vapore acqueo.
Gli esperti sottolineano il legame diretto tra mare e atmosfera: il riscaldamento delle acque favorisce una maggiore evaporazione, trasferendo calore latente e umidità agli strati superiori dell'atmosfera. Questa quantità extra di vapore può alimentare moti convettivi intensi, dando origine a cumuli temporaleschi di grande sviluppo verticale, celle stazionarie autorigeneranti e, in alcuni casi, strutture depressionarie di natura tropicale.
Il Centro Europeo spiega che, pur essendoci un nesso chiaro fra le anomalie oceaniche e la risposta atmosferica, non sempre le aree di massima temperatura marina coincidono perfettamente con i settori in cui si attiva la convezione più intensa.
Nel servizio si riporta che, mentre la comunità internazionale lavora per contenere il riscaldamento globale entro il limite di +1,5°C, l'estate italiana ha registrato un aumento di circa +4°C rispetto all'era preindustriale. Alcune proiezioni citate parlano del possibile rinforzo di un "Super El Niño" e indicano scenari in cui il 2027 potrebbe risentirne ulteriormente, ma gli effetti concreti restano in parte di natura previsionale e quindi incerti.
Secondo le elaborazioni riportate, il rafforzamento del fenomeno potrebbe portare tra settembre e febbraio a un aumento delle temperature e a precipitazioni più intense su molte aree terrestri, con un rischio maggiore di inondazioni, periodi di siccità e ondate di caldo. L'articolo osserva che tali ondate climatiche, sebbene originate a scala oceanica, potrebbero avere ricadute anche sull'Europa e sull'Italia, con esiti ancora difficili da prevedere con precisione.