A Roma Stati Generali nazionali contro il femminicidio: preghiera per Lorena Isceri e il 'decalogo Salvavita'
Alla Chiesa degli Artisti il 6 settembre un incontro con istituzioni, magistratura, forze dell’ordine e associazioni; presentati i '10 comandamenti' e i due pilastri per la tutela delle vittime.
Alla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo, a Roma, il 6 settembre si è tenuto un momento di raccoglimento e un confronto pubblico organizzato dagli Stati Generali Nazionali Contro il Femminicidio, gli Abusi e i Maltrattamenti. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, delle forze dell’ordine, associazioni e componenti della società civile per ricordare Lorena Isceri e per discutere misure contro il femminicidio.
Il padre di Lorena, Franco Isceri, si è rivolto alle istituzioni chiedendo unità e impegno per evitare che altre famiglie vivano lo stesso dolore. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto sottolineando il lavoro già avviato e ricordando che "l'Italia è stata tra i primi Paesi in Europa a introdurre il femminicidio come reato autonomo", collegando quel passaggio ai provvedimenti del Governo per rafforzare prevenzione e tutela.
Dal tavolo è emersa una richiesta trasversale di incontri bipartisan: esponenti di Forza Italia, con Antonio Tajani, della Lega, con una nota di partito, e figure dell’opposizione, tra cui Elly Schlein, hanno manifestato l’esigenza di affrontare il tema senza ridurlo a scontro politico ma come lavoro comune sulle misure da migliorare e da costruire.
La cosiddetta "ricetta Salva Vita" è stata presentata dagli Stati Generali promossi da Catia Acquesta, coordinatrice, insieme al Cavaliere di Gran Croce Paolo Crisafi e al Vescovo Antonio Staglianò, con il supporto del legale Fabio Federico. Nel corso del tavolo permanente sono stati illustrati i 10 comandamenti e i due pilastri indicati come base del contrasto al femminicidio: la Cultura della Dignità e il Garante Nazionale delle Vittime, descritti dai promotori come strumenti culturali e istituzionali per garantire continuità alla tutela.
I saluti istituzionali si sono aperti con un messaggio di Wanda Ferro, Sottosegretario all’Interno, che ha evidenziato l’importanza di riunire istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, mondo della ricerca, professionisti, associazioni e società civile e ha ricordato il potenziamento degli strumenti di prevenzione e tutela da parte del Governo.
Durante la giornata Catia Acquesta ha ricordato i nomi delle vittime di femminicidio dell’estate; la lettura è stata accompagnata dal "Silenzio" suonato dalla prima tromba della Fanfara dei Carabinieri di Roma, Fabrizio Di Domenicantonio. Erano presenti rappresentanti del mondo civile, istituzionale, militare e religioso, tra cui Roberto Massucci, Questore di Roma, e la senatrice Susanna Donatella Campione, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. Sono intervenute anche due sopravvissute, Filomena Di Gennaro e Antonietta Proietti, che hanno portato testimonianze dirette sull’esperienza delle vittime e sulle difficoltà incontrate.
Di grande impatto è stata la Preghiera per le Vittime di Femminicidio, scritta dal Vescovo Antonio Staglianò per la messa delle ore 12:00 del 6 settembre nella stessa Chiesa degli Artisti, in onore di Lorena, del padre Franco Isceri e degli altri familiari. Gli organizzatori hanno dichiarato di voler mettere a disposizione istituzioni e forze politiche esperienze e competenze affinchè il dolore delle famiglie diventi metodo di lavoro.
Il decalogo Salvavita, ideato da Catia Acquesta e promosso nelle scuole e nei contesti istituzionali, è stato presentato come vademecum per riconoscere relazioni tossiche e indicare azioni di tutela. I punti principali riportati dagli organizzatori sono i seguenti:
"Non rinunciare alla tua libertà"
"Tutela la tua intimità digitale"
"Identifica la gelosia patologica"
"Attenzione alla fine della storia"
"Non restare isolata"
"Rompi la routine"
"Scegli l'anonimato se necessario"
"Riprenditi l'identità e denuncia"
"Allerta la tua rete di supporto"
"Non accettare l'ultimo appuntamento"
Gli organizzatori e i promotori hanno sottolineato che resta la sfida di trasformare i 10 comandamenti, la Cultura della Dignità e il Garante Nazionale delle Vittime da documento del tavolo permanente in strumenti capaci di intervenire prima della tragedia e non solo in risposta ai fatti.