Nazionale · 06 Settembre 2026

La vittoria dell'AfD in Sassonia allarma Bruxelles: timori di effetto domino e ricadute sui governi europei

L'avanzata del partito guidato da Alice Weidel viene letta a Bruxelles come un rischio per l'ordine europeo; il governo tedesco e i popolari europei sotto pressione

La vittoria dell'AfD in Sassonia allarma Bruxelles: timori di effetto domino e ricadute sui governi europei

Il partito guidato da Alice Weidel ha registrato, secondo la fonte, il più alto aumento di consensi in un'elezione statale in Germania dal secondo dopoguerra. I dati menzionati indicano inoltre che, con circa il 28%, l'AfD resta stabilmente primo partito nei sondaggi a livello nazionale.

Questi risultati incidono sulla percezione di stabilità del governo guidato da Friedrich Merz, ritenuto già fragile, e aumentano le preoccupazioni in vista delle prossime elezioni regionali del 20 settembre in Meclemburgo-Pomerania, dove l'AfD è in testa nei sondaggi.

A Bruxelles cresce il timore di un possibile 'effetto domino' che potrebbe portare, si legge nella fonte, a governi di impronta orbaniana tra i 27 Paesi membri. Una tale ipotesi verrebbe considerata pericolosa soprattutto perché riaprirebbe divisioni che hanno in passato ostacolato decisioni europee decisive, come le sanzioni contro la Russia.

Nelle prime ore dopo la chiusura dei seggi, l'Unione europea ha dichiarato di rispettare il voto dei cittadini ma ha anche indicato tre condizioni fondamentali per collaborare con nuovi governi: "essere pro Ue, sostenere Kiev e difendere lo Stato di diritto. Fuori da questi tre paletti irrinunciabili - è il ragionamento che circola nella capitale europea - l'Ue non lavora con nessuno."

Dalla Francia sono arrivati commenti opposti: Eric Zemmour di Reconquete ha detto che "il cordone sanitario non ha mai protetto nessuno" ma "ha solo ritardato l'ora della verità" e ha aggiunto che "Quell'ora è arrivata, e suonerà ovunque". Il candidato di France Insoumise Jean-Luc Melenchon ha invece imputato il "disastro" del trionfo dell'estrema destra alla "cecità delle politiche europee centriste".

La situazione mette anche sotto pressione i centristi del Partito popolare europeo: al Parlamento europeo i popolari, si osserva nella fonte, hanno talvolta cercato supporti a destra per voti su temi come immigrazione e Green Deal, consolidando la cosiddetta "maggioranza Venezuela" con Ecr e i Patrioti, e in alcuni casi con Esn, il partito cui appartiene AfD. "L'avanzata dell'estrema destra, ora, costringe i popolari a prendere 'contromisure'," ha detto Antonio Tajani, il vicepremier italiano molto vicino al presidente del Ppe Manfred Weber, sottolineando l'incertezza sulla strada politica da seguire.

La fonte ricorda infine il calendario elettorale europeo in avvicinamento: dopo le elezioni in Svezia "della prossima settimana", l'anno prossimo saranno in programma voti in Spagna, Polonia, Italia e Francia, aumentando l'attenzione di Bruxelles sulla possibile evoluzione dell'europeismo nelle principali capitali.

Fonte: Raccontiamo Città

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