Nazionale · 13 Agosto 2026

Etna in eruzione da sei giorni: caos aereo e 700 voli cancellati, stop a Catania fino alle 02:00 del 14 agosto

Nuova bocca sul fianco nord della Valle del Bove, nube di cenere verso sud-ovest; allerta rossa, decine di migliaia di passeggeri a terra e stime di danno per il turismo

Etna in eruzione da sei giorni: caos aereo e 700 voli cancellati, stop a Catania fino alle 02:00 del 14 agosto

L'attività eruttiva dell'Etna, in corso da sei giorni, ha provocato gravi disagi al traffico aereo. La società di gestione dell'aeroporto di Catania, SAC, ha comunicato l'estensione della chiusura degli spazi corrispondenti al settore B3 e la sospensione delle attività di volo in arrivo e partenza fino alle 02:00 ora locale del 14 agosto, invitando i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con le compagnie.

L'INGV segnala che una nuova bocca eruttiva si è aperta intorno alle 11:30 del 12 agosto alla base della parete nord della Valle del Bove, sopra monte Simone, a una quota di circa 2.090 metri. Nella stessa area, nella notte precedente, si era aperta un'altra frattura a una quota leggermente più bassa, intorno ai 1.900 metri. Il personale dell'INGV è presente sul posto per rilievi.

Il tremore vulcanico rimane su valori elevati, con una tendenza a risalire secondo l'Osservatorio Etneo di Catania. L'attività a Voragine continua con boati, emissione di nube vulcanica e flussi lavici che scorrono nella Valle del Leone e nella Valle del Bove da tre delle quattro fratture apertesi sul fianco del vulcano.

La nube di cenere, spostandosi verso sud/sud-ovest, ha costretto alla cancellazione di numerosi voli: dall'8 all'11 agosto, tra mancati arrivi, partenze e cancellazioni, sono saltati circa 700 voli. Di questi, circa 400 erano in partenza; altre cancellazioni si sono verificate anche nella giornata precedente. Oltre 400 voli sono stati riprogrammati su altri scali, con più di cento dirottati su Comiso dall'inizio dell'emergenza, circa cinquanta su Palermo in una sola giornata e 22 su Trapani.

La contaminazione da cenere ha interessato anche lo scalo di Comiso, poi tornato operativo; alcuni voli erano stati temporaneamente assegnati anche a Lamezia Terme. Decine di migliaia di passeggeri sono rimasti a terra.

L'Aeroporto internazionale di Malta ha segnalato disagi nei voli sulle isole maltesi a causa delle nuvole di cenere vulcanica sull'area, raccomandando ai passeggeri di verificare lo stato del proprio volo e di non recarsi in aeroporto se il volo è cancellato o subisce ritardi significativi.

Sulla stima dei danni al turismo, l'associazione Assoesercenti indica che l'impatto «potrebbe collocarsi indicativamente tra 12,8 e 24 milioni di euro» e chiede di passare «dalla gestione emergenziale alla programmazione preventiva», proponendo la creazione di «una cabina di regia permanente».

Anche il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, è intervenuto definendo la situazione come un problema noto alla Sicilia: «ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo». Musumeci ha aggiunto che non è «il vulcano, ma l'aeroporto» a essere «fuori posto», ricordando una proposta di delocalizzazione dello scalo già avanzata nel 1999 quando era presidente della Provincia Regionale di Catania.

Il direttore del dipartimento Vulcani dell'INGV, Stefano Branca, ha sottolineato che «è assolutamente impossibile prevedere la durata dell'attività dell'Etna» e che i problemi per l'aeroporto «dipendono dai venti quando soffiano verso sud», condizionando la dispersione della cenere e l'operatività degli scali.

Fonte: Raccontiamo Città

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