Nazionale · 06 Settembre 2026

Femminicidio-suicidio sull'A1: trovati strumenti che fanno ipotizzare la premeditazione

Lorena Isceri, 45 anni, rapita nel garage di Rifredi e gettata da un viadotto. Il padre chiede unità politica; Meloni e Schlein rispondono.

Femminicidio-suicidio sull'A1: trovati strumenti che fanno ipotizzare la premeditazione

L'omicidio seguito dal suicidio è avvenuto il 3 settembre: secondo la ricostruzione degli inquirenti, Lorena Isceri, 45 anni, originaria di Squinzano e residente a Firenze, sarebbe stata aggredita in un garage di via Panciatichi, nel quartiere di Rifredi, dove aveva un posto auto. Il presunto autore, l'ex compagno Federico Vella, 36 anni, avrebbe ostacolato il funzionamento delle porte del garage coprendo le cellule fotoelettriche con nastro adesivo e atteso l'arrivo della donna.

Negli elementi rinvenuti nell'auto di Vella gli investigatori hanno segnalato la presenza di fascette elettriche, nastro adesivo, un paio di forbici e un lenzuolo: elementi che fanno nascere l'ipotesi che il sequestro fosse stato preparato. Dopo l'aggressione Lorena sarebbe stata rinchiusa nel bagagliaio e il veicolo avrebbe imboccato l'autostrada A1.

Nel bagagliaio sarebbe stato lasciato uno zaino con un telefono: la donna è riuscita a contattare il 112 poco dopo le 14 del 3 settembre e la chiamata è durata circa venti minuti. Dalla registrazione emerge il tentativo di Lorena di chiedere aiuto e di disinnescare l'aggressività dell'ex compagno: in un passaggio, sempre secondo la ricostruzione, le parole rivolte a Vella furono «Federico ti amo ancora, dai riproviamoci». Gli operatori del 112 avrebbero continuato ad ascoltare per non mettere in allarme l'aggressore. In un secondo momento Vella avrebbe sottratto il telefono alla donna.

Poco dopo la donna sarebbe stata gettata dal viadotto; Vella, fermatosi sul posto, si è poi tolto la vita davanti agli agenti intervenuti. Un video, girato con un telefonino da uno degli appartenenti alle forze di polizia, documenta la trattativa durata circa 40 minuti, con tentativi ripetuti di convincere l'uomo ad allontanarsi dal guardrail.

La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti e gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le telefonate, i telefoni cellulari della vittima e dell'indagato, le immagini delle telecamere dell'A1 e le registrazioni delle bodycam degli agenti per ricostruire la sequenza dei fatti.

Lunedì 7 settembre è stata disposta l'autopsia sulla salma di Lorena per stabilire se la morte sia avvenuta a seguito della caduta o se la donna fosse già deceduta prima di essere gettata. È previsto anche un esame autoptico sul corpo di Vella per verificare l'eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.

Nelle ore successive sono emerse testimonianze dei familiari e di conoscenti: la madre ha raccontato che Lorena «aveva paura» e che parenti e amiche le avevano consigliato di rivolgersi alle forze dell'ordine, ma che la donna «non voleva danneggiarlo». Secondo amici e parenti, la relazione era iniziata circa due anni prima dopo che si erano conosciuti in palestra e nell'ultimo anno sarebbe diventata sempre più conflittuale.

Il padre di Lorena, Franco Isceri, ha rivolto un appello alla politica chiedendo unità: «Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all'unanimità, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri anti violenza e gli strumenti normativi affinché non succeda più».

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, replicando all'appello del padre, ha ricordato sui suoi canali di aver «ascoltato l'appello di Franco Isceri» e ha richiamato gli interventi del governo nella legislatura su centri antiviolenza, case rifugio, reddito di libertà e il rafforzamento del Codice rosso, oltre all'introduzione del femminicidio come reato autonomo. Anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha accolto le richieste di Franco Isceri definendole «concrete e puntuali» e ha sottolineato che «Sappiamo che è indispensabile che proseguiamo tutte e tutti insieme questa difficile lotta per sradicare la violenza di genere. Noi ci siamo, e faremo la nostra parte».

Le indagini proseguono per chiarire tutti i dettagli della vicenda e ricostruire minuto per minuto le ultime ore di Lorena Isceri, con accertamenti medico-legali e l'esame delle registrazioni acquisite.

Fonte: Raccontiamo Città

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