Famiglia 'nel bosco': Trevallion e Birmingham impugnano il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila
A quattro giorni dal decreto che apre a un ricongiungimento graduale, i tre figli restano nella casa‑famiglia; l’avvocato Simone Pillon denuncia presunte ritardi dei servizi sociali e annuncia ricorso.
Quattro giorni dopo il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha aperto la strada al ricongiungimento della cosiddetta «famiglia nel bosco», i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham risultano ancora ospitati nella casa‑famiglia e il percorso pratico per il rientro a Palmoli non è concretamente iniziato. Al 5 settembre non sarebbe stata neppure fissata una data per l’incontro tra le parti coinvolte.
Il decreto depositato lunedì ha autorizzato un reinserimento non immediato e definitivo, ma graduale: il ritorno dei minori alla famiglia dovrà avvenire per tappe e sarà monitorato dai servizi sociali, che devono certificare il progressivo rientro. Il primo passaggio previsto riguarda i rientri a Palmoli, con successivo ampliamento della permanenza fino ai pernottamenti.
In un video diffuso dall’avvocato Simone Pillon i due genitori definiscono la decisione del tribunale «ci spezza il cuore» e annunciano che presenteranno ricorso. Pillon e la coppia sostengono che i tre bambini sono separati dai genitori e dalla loro casa da ormai dieci mesi e che, secondo quanto previsto dal decreto, dovranno fare la spola tra la struttura e Palmoli senza tempi chiari per il rientro.
Secondo il legale, dopo la comunicazione del decreto è stata chiesta una riunione per definire le modalità operative: tutrice, curatrice e i medici della neuropsichiatria di Atessa avrebbero dato subito la propria disponibilità, mentre il servizio sociale affidatario avrebbe rinviato sia la propria disponibilità sia l'avvio concreto dei rientri. Pillon parla di «inerzia» e di un’«inaccettabile dilazione dei tempi per ragioni burocratiche» e si riserva «ogni ulteriore azione» qualora lo stallo prosegua.
Nel video i genitori contestano inoltre la scelta di iscrivere i tre figli alla scuola pubblica, affermando di aver presentato un programma dettagliato di istruzione domiciliare. Il ricorso annuncerà la richiesta di tener conto sia delle esigenze sanitarie dei bambini sia di quello che i genitori indicano come il loro diritto all'istruzione parentale.