Nazionale · 04 Settembre 2026

Fim, Fiom e Uilm proclamano sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti Electrolux

La protesta segue due giorni di trattativa al Mimit: i sindacati denunciano la volontà dell'azienda di superare gli accordi sull'organizzazione del lavoro e confermare la chiusura di Cerreto d'Esi.

Fim, Fiom e Uilm proclamano sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti Electrolux

Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti Electrolux. Le modalità, spiegano le sigle sindacali, "saranno precisate" insieme alla "prosecuzione dello stato di agitazione".

La proclamazione arriva al termine dei due giorni di trattativa al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove, spiegano i sindacati, "Electrolux ha chiesto l'intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro", offrendo "solo modifiche limitate al piano industriale e conferma la chiusura del sito di Cerreto d'Esi".

L'azienda aveva sospeso il piano di licenziamenti e le chiusure per 50 giorni a metà giugno.

Secondo le sigle, "Electrolux non solo ha ribadito la richiesta al governo di intervenire su questioni di fondo che incidono sulla competitività, in particolare di agire in sede europea per la riforma della Cbam, ma ha aggiunto l'intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro che oggi pongono dei limiti specifici per ciascuna fabbrica alle cadenze delle linee di montaggio, stabilendo un numero massimo di pezzi ora da montare. Gli esuberi complessivi in Italia passano da 1.719 a 1.450, ma a questi in realtà si devono aggiungere 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati. Inoltre lo stesso organico a tempo indeterminato da aprile ad agosto è sceso da 4.279 a 4.200 persone, mentre 91 contratti a tempo determinato sono già scaduti senza rinnovo".

I sindacati hanno inoltre dichiarato: "Esprimiamo - si legge - la nostra decisa contrarietà verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi sacrifici ai lavoratori, enormi sforzi al governo, ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad offrire esuberi e dismissioni. Per questo riteniamo esaurito il confronto per così dire tecnico e chiediamo la riconvocazione urgente del tavolo con il ministro e le regioni interessate, affinché insieme possiamo usare ogni leva possibile per far cambiare idea alla multinazionale".

Electrolux, fondata nel 1919 in Svezia, è presente in Italia con diversi siti produttivi, logistici e uffici. I cinque stabilimenti produttivi citati nella nota sindacale sono: Solaro (Milano), 640 dipendenti, dedicato principalmente a lavastoviglie; Porcia (Pordenone), 1.500 dipendenti, focalizzato su lavatrici e lavasciuga; Susegana (Treviso), 1.000 dipendenti, centro per frigoriferi e congelatori; Forlì, 850 dipendenti, specializzato in forni e piani cottura; Cerreto d'Esi (Ancona), che si occupa di cappe e che l'azienda ha confermato voler chiudere, con la perdita di tutti i 170 posti di lavoro.

Tra il 2023 e il 2025 Electrolux ha annunciato investimenti in Italia per centinaia di milioni di euro. Per il solo 2025 il gruppo ha indicato investimenti in Italia di circa 72 milioni di euro. Per singoli siti, nello specifico la fonte segnala investimenti a Solaro di circa 26 milioni nel 2023 e 31 milioni previsti nel 2024; a Porcia circa 20 milioni nel 2023 e 12 milioni nel 2024; a Susegana investimenti superiori a 130 milioni nel 2019 e un piano 2023–2026 da circa 110 milioni; a Forlì circa 5 milioni nel 2023 e 8 milioni nel 2024; a Cerreto d'Esi investimenti di 3 milioni sia nel 2023 sia nel 2024.

La vicenda riguarda aspetti di politica industriale, occupazione e relazioni sindacali con ricadute su più stabilimenti italiani, motivo per cui i sindacati chiedono la riconvocazione urgente del tavolo con il ministro e le regioni interessate.

Fonte: Raccontiamo Città

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