Nazionale · 04 Settembre 2026

Cento migranti fuori dall'Ue: cinque Paesi Ue avanzano su centri di rimpatrio in stati terzi

Danimarca, Paesi Bassi, Grecia, Germania e Austria hanno discusso a Copenaghen la creazione di centri all'estero; il ministro danese parla di progressi e di una possibile partenza dei trasferimenti entro fine anno prossimo.

Cento migranti fuori dall'Ue: cinque Paesi Ue avanzano su centri di rimpatrio in stati terzi

Cinque Stati membri dell'Unione europea hanno avviato discussioni per accordi con paesi terzi finalizzati all'istituzione di centri destinati ai migranti. A rendere noto lo sviluppo è stato il ministro dell'Immigrazione danese, Morten Bodskov, al termine di un incontro a Copenaghen con i suoi omologhi di Paesi Bassi, Grecia, Germania e Austria.

Bodskov ha dichiarato: "Abbiamo fatto molta strada nel lavoro per la creazione di un centro di rimpatrio al di fuori dell'Ue e ora siamo più vicini che mai. Da parte nostra, prevediamo di essere pronti a inviare i primi stranieri in un paese partner entro la fine del prossimo anno ".

Secondo il ministro danese: "Non accettiamo che gli stranieri che soggiornano illegalmente in Danimarca vengano premiati a causa delle nostre difficoltà nel rimpatriarli", ha aggiunto il ministro danese secondo cui l'iniziativa "è un passo importante verso un sistema di asilo e migrazione più efficiente ". Bodskov non ha indicato i paesi partner previsti, ma fonti non confermate nei giorni scorsi hanno indicato Uganda e Ruanda come possibili opzioni.

La svolta avviene dopo che, a giugno, il Parlamento europeo ha approvato una revisione della politica migratoria intesa ad accelerare le espulsioni e a consentire agli Stati membri di istituire centri all'estero. La misura ha suscitato critiche da parte di chi ritiene che possa indebolire le garanzie per i richiedenti asilo.

A luglio il Consiglio d'Europa, organo che promuove i diritti umani e lo stato di diritto nel continente, ha avvertito che i centri di rimpatrio e gli accordi per il trasferimento di cittadini stranieri verso paesi terzi comportano " notevoli rischi per i diritti umani ", tra cui maltrattamenti e detenzioni arbitrarie.

Fonte: Raccontiamo Città

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