Nazionale · 04 Settembre 2026

Ue, criterio comune per limitare affitti brevi nelle aree con case troppo care

La Commissione presenta il 9 settembre l’Affordable Housing Act: parametro basato sul rapporto prezzo/reddito e sulla sua evoluzione decennale per individuare le zone "sotto stress abitativo"

Ue, criterio comune per limitare affitti brevi nelle aree con case troppo care

La Commissione europea ha predisposto un criterio comune per individuare le aree europee "sotto stress abitativo" e dare alle autorità pubbliche uno strumento per intervenire sul mercato degli affitti brevi. Il regolamento, che la Commissione presenterà il 9 settembre e la cui bozza è stata visionata dall’ANSA, è contenuto nell’Affordable Housing Act.

Il parametro proposto si basa sul rapporto tra il prezzo medio di transazione di un’abitazione e il reddito disponibile medio dei residenti: un’area sarà considerata soggetta a stress abitativo quando il prezzo medio è pari o superiore a otto volte quel reddito. La bozza prevede inoltre una seconda condizione: perché l’area rientri nella definizione, il rapporto prezzo-reddito deve essere aumentato nel corso degli ultimi dieci anni.

L’intento del doppio requisito è distinguere le zone in cui l’elevato costo delle abitazioni è una caratteristica strutturale da quelle in cui la pressione sul mercato è cresciuta nel tempo, giustificando così interventi mirati delle autorità locali.

Il nuovo criterio non introduce automaticamente un tetto agli affitti turistici: la Commissione intende fornire alle amministrazioni pubbliche un quadro giuridico comune entro il quale poter adottare misure calibrate sulla situazione dei singoli territori, lasciando margini di intervento su scala locale.

La questione degli affitti brevi è stata posta al centro del dibattito europeo perché le piattaforme digitali hanno ampliato l’offerta per i turisti e creato opportunità economiche, ma in molte destinazioni con forte domanda turistica la proliferazione di alloggi per brevi periodi è ritenuta responsabile della sottrazione di patrimonio immobiliare al mercato residenziale stabile.

Secondo la Commissione, negli ultimi dieci anni i prezzi delle case nell’Unione sono aumentati di oltre il 60% e gli affitti di oltre il 20%. L’aumento dei costi abitativi è considerato un problema con implicazioni economiche e sociali, tra cui l’impatto sulla mobilità dei lavoratori e sulle scelte familiari.

Nel percorso preparatorio all’Affordable Housing Act, Bruxelles ha consultato governi nazionali, città, Regioni, associazioni, proprietari, inquilini e operatori del settore per definire condizioni e parametri che consentano alle amministrazioni di regolamentare gli affitti brevi nel rispetto del diritto dell’Unione.

Fonte: Raccontiamo Città

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