Inizio anno scolastico: 37.430 docenti immessi in ruolo, sindacati contestano la situazione del precariato
Il ministero annuncia le assunzioni e la copertura di molte supplenze; sindacati denunciano oltre 200.000 precari e criticano scelte e stanziamenti
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha dichiarato che «l'anno scolastico inizia con tutti i docenti in cattedra» e che il ministero ha eseguito le immissioni in ruolo per un totale di 37.430 unità. Alla stessa data dell'anno precedente le immissioni in ruolo erano state 29.685.
Secondo il ministero è stata coperta la quasi totalità delle supplenze, pari a circa 118 mila posti. Alla stessa data sono stati confermati, su richiesta delle famiglie, 55.814 supplenti sui posti di sostegno, quasi 10 mila in più rispetto al 2025/2026.
Sono state effettuate inoltre le immissioni in ruolo di 342 dirigenti scolastici e sono in fase di conclusione le assunzioni di 12.284 unità di personale Ata.
I sindacati tuttavia contestano il quadro dipinto dal ministero. La Flc Cgil afferma: "Oltre i racconti di facciata, la realtà dei fatti è un'altra: oltre 200.000 precari tra docenti e Ata, stipendi tra i più bassi d'Europa e continua perdita del potere d'acquisto. Non si può parlare di qualità dell'istruzione continuando a precarizzare e a sottopagare chi ci lavora". La Flc Cgil critica anche lo stanziamento ministeriale di 20 milioni per dispositivi di raffrescamento, definendolo insufficiente: "uno stanziamento che corrisponde a 57 euro per classe, con i quali si può comprare giusto un ventilatore".
Anche la Uil scuola, per voce del segretario Giuseppe D'Aprile, esprime scetticismo: "se per coprire i posti servono già circa 118 mila supplenze, significa che il sistema continua a reggersi sul lavoro precario. Anche sulle immissioni in ruolo i numeri vanno letti fino in fondo: 37.430 assunzioni a fronte di 46.642 autorizzate significano che migliaia di posti destinati al ruolo non sono stati coperti. Avere posti disponibili e personale precario senza riuscire a stabilizzarlo evidenzia quanto il nostro sistema di reclutamento non sia risolutivo di un problema atavico".
Il coordinatore della Gilda degli insegnanti, Carlo Vito Castellana, sottolinea il paradosso tra precariato e procedure di reclutamento: "da un lato centinaia di migliaia di precari storici che mandano avanti gli istituti italiani con stipendi irrisori e senza tutele, e dall'altro avere procedure di reclutamento farraginose, continui concorsi e percorsi abilitanti onerosi".
Alla vigilia dell'avvio delle lezioni, che partiranno il 7 settembre a Bolzano e si svolgeranno a giorni differenti fino al 17 settembre in Puglia, restano al centro del dibattito il caldo eccessivo nelle aule e il caro libri. La Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) segnala che solo l'11% degli edifici scolastici è dotato di impianti di climatizzazione e chiede di lasciare chiuse le scuole fino al 21-23 settembre.
I presidi chiedono una cabina di regia sul tema del caldo e che i dirigenti scolastici non siano lasciati soli nelle decisioni. L'Unione consumatori segnala un aumento del prezzo dei libri scolastici del 2,3% e accusa il ministro Valditara di avere autorizzato un incremento dal 15% al 20% della possibilità per le scuole di superare il tetto di spesa per i libri. Il Codacons chiede al governo che libri e materiale scolastico siano detraibili.