Netanyahu: "Vicini a rovesciare regime"; lo Stretto di Hormuz al centro di un incontro in Sardegna
L'Unione Europea aderisce alla 'Operation Economic Outcast'; Usa estendono il dispiegamento in Medio Oriente al 2027. L'Iran segnala 18 morti e 142 feriti per attacchi Usa dal 30 agosto; la Casa Bianca avvia indagine su presunto raid a una cerimonia nuzia
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in un video diffuso dal suo ufficio durante un incontro operativo con i vertici delle autorità di sicurezza, ha dichiarato che «la caduta del potere iraniano è ormai un obiettivo imminente e realizzabile» e che «Israele ha la capacità di eliminare questa minaccia una volta per tutte. Vale a dire, di far cadere questo regime. Questa è la principale missione che ci resta, ma è vicina, non è impossibile, è a portata di mano».
Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha annunciato via X l'adesione ufficiale dell'Unione Europea alla campagna di pressione economica guidata dagli Stati Uniti contro l'Iran, denominata Operation Economic Outcast. Bessent ha sottolineato che «Gli Stati Uniti sono saldamente al fianco dei propri alleati per garantire che il sanguinoso regime iraniano non possa sfruttare il sistema finanziario globale per finanziare le sue ambizioni nucleari, i programmi di armamento e i gruppi terroristici per procura» e ha affermato che «Il mondo sta inviando un messaggio chiaro al regime iraniano: non ci fermeremo finché non sarà stata recisa ogni residua ancora di salvezza finanziaria».
Secondo il ministero della Salute iraniano, negli attacchi statunitensi iniziati il 30 agosto si contano 18 morti e 142 feriti.
La Casa Bianca ha chiarito che la situazione non viene descritta come un conflitto aperto: il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che non definirebbe l'attuale situazione in Iran una «guerra» e ha aggiunto che gli Stati Uniti risponderebbero a eventuali azioni ostili, indicando la natura difensiva delle ultime operazioni. Vance ha inoltre annunciato che il Pentagono sta conducendo un'indagine interna sulle notizie relative a un raid aereo che avrebbe colpito una cerimonia nuziale nel sud dell'Iran, pur affermando di essere «estremamente scettico» sull'attendibilità delle ricostruzioni diffuse dai media statali iraniani.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha firmato la decisione di estendere il dispiegamento delle truppe statunitensi in Medio Oriente fino al 2027, garantendo flessibilità strategica alla Casa Bianca. La presenza nella regione è stimata attorno ai 50.000 soldati nell'area del Golfo.
Lo Stretto di Hormuz è stato al centro di un recente incontro in Sardegna tra il consigliere alla Sicurezza di Abu Dhabi e l'inviato speciale Steve Witkoff. Nella nota del presidente statunitense Donald Trump pubblicata su Truth si è affermato che «il volume di petrolio che transita attraverso lo Stretto di Hormuz è quasi tornato ai livelli precedenti l'inizio del conflitto», con un'immagine che indica circa 18 milioni di barili al giorno rispetto ai 20 milioni registrati prima del conflitto, accompagnata dalla scritta «I volumi di petrolio di Hormuz sono TORNATI!».
Nel quadro regionale proseguono i raid contro basi americane in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti e si registrano scontri con i ribelli Houthi: nei pressi dello stretto di Bab al-Mandab sarebbero morti 13 soldati yemeniti. L'esercito israeliano ha inoltre reso noto di aver ucciso due persone nella Striscia di Gaza settentrionale, sostenendo che avevano oltrepassato la Linea Gialla, e di aver preso il controllo della cresta di Ali Taher, nel Libano meridionale, dove dice che militari iraniani e combattenti di Hezbollah erano asserragliati in centri di comando sotterranei.
A livello diplomatico, il Perù ha annunciato la rottura ufficiale delle relazioni con l'Iran; il governo di Lima ha accusato Teheran di alimentare l'escalation nella regione, citando inoltre ostacoli al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e problemi nei controlli internazionali sul programma nucleare. Nei giorni scorsi anche il Cile aveva deciso la chiusura della propria ambasciata a Teheran per ragioni di sicurezza ed economiche, mantenendo però canali diplomatici aperti.
Il testo della fonte segnala anche iniziative politiche interne alla regione: è menzionato un piano di Itamar Ben Gvir per incentivare l'emigrazione dalla Striscia di Gaza.
Altre conseguenze sul piano logistico e operativo sono state segnalate: la portaerei USS Abraham Lincoln è arrivata in Thailandia dopo una missione di 286 giorni, con segnalazioni di carenze di generi essenziali a bordo, e sono stati sollevati interrogativi sulla tenuta delle scorte di munizioni statunitensi e sui costi e lo stress operativo delle forze dispiegate.
Questi sviluppi internazionali, con l'incontro svoltosi in Sardegna e le decisioni di Stati Uniti ed Europa, vengono monitorati per le loro possibili ricadute sulle rotte marittime e sui mercati energetici mondiali.