Nazionale · 03 Settembre 2026

Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio chiede ai revisori un’indagine sulla governance della holding

Lettera del 29 agosto ai commissaires aux comptes Fabio Scoyni e Lara Forte; la richiesta riguarda possibili conflitti di interesse nel consiglio di amministrazione

Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio chiede ai revisori un’indagine sulla governance della holding

Il 29 agosto Leonardo Maria Del Vecchio ha inviato una lettera ai due commissaires aux comptes di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte, chiedendo l’avvio di verifiche sulla gestione del consiglio di amministrazione della holding lussemburghese.

Secondo quanto riportato, la richiesta riguarda una serie di criticità segnalate dall’azionista, in particolare possibili conflitti di interesse di alcuni consiglieri. Si tratta, al momento, di una richiesta di indagine formulata da uno degli eredi e non dell’accertamento di irregolarità già concluse.

I due revisori erano stati nominati dall’assemblea di Delfin del 30 giugno, che aveva approvato il bilancio; in quella stessa occasione Leonardo Maria Del Vecchio aveva scelto di non partecipare all’assemblea. Nell’assemblea era stato inoltre respinto il terzo candidato alla carica di commissaire aux comptes, Marco Talarico, ex amministratore delegato di Lmdv Capital.

La vicenda si inserisce in un più ampio confronto sulla governance della holding, che negli ultimi mesi ha visto contrapporsi Leonardo Maria e una parte degli altri eredi della famiglia. Ad aprile l’assemblea di Delfin aveva autorizzato il trasferimento delle quote dei fratelli Luca e Paola a favore di Leonardo Maria, un’operazione che avrebbe portato la sua partecipazione al 37,5% della holding; tuttavia lo stallo successivo sulle condizioni dell’operazione e sulla governance ha riacceso le tensioni.

Delfin è il principale veicolo attraverso cui la famiglia Del Vecchio detiene la partecipazione di riferimento in EssilorLuxottica, oltre a investimenti nei settori finanziario e immobiliare. La richiesta di verifica agli organi di controllo rappresenta l’ultimo capitolo di una vicenda che, a quattro anni dalla morte del fondatore Leonardo Del Vecchio, continua a mettere alla prova l’equilibrio tra gli eredi e il modello di governance costruito dalla famiglia.

Fonte: Raccontiamo Città

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