Nazionale · 02 Settembre 2026

Pietramurata blindata per il raduno naziskin 'Ritorno a Camelot', società civile in protesta

Il meeting del Veneto Fronte Skinheads si svolge dal 3 al 6 settembre: oltre 140 agenti dispiegati, deputate presentano interrogazioni al governo

Pietramurata blindata per il raduno naziskin 'Ritorno a Camelot', società civile in protesta

Il raduno 'Ritorno a Camelot', organizzato da Veneto Fronte Skinheads, prenderà il via il 3 settembre a Pietramurata di Dro e proseguirà fino al 6 settembre, con sede all'hotel Ciclamino. Sono attesi circa 400 partecipanti provenienti anche dall'estero.

Per garantire ordine e sicurezza, la questura e la prefettura hanno disposto l'impiego di oltre 140 agenti. Il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, riunito a Trento il 1° settembre, non ha disposto il divieto dell'iniziativa, che è stata autorizzata dal commissariato del governo con prescrizioni specifiche: niente slogan riconducibili a ideologie nazi-fasciste, niente manifesti inneggianti all'odio razziale e religioso, e divieto di gesti o comportamenti in violazione della legge.

Per la giornata di giovedì 3 settembre, a partire dalle 17, sindacati, forze politiche e realtà della società civile hanno organizzato una manifestazione di protesta a Pietramurata; da Trento sono annunciati almeno cinque pullman di partecipanti e la statale Gardesana sarà chiusa dalle 16.30 alle 20 in corrispondenza del corteo 'Autonomia è democrazia'.

Il caso ha avuto ripercussioni anche a livello parlamentare: le deputate Sara Ferrari (Pd) e Stefania Ascari (Movimento 5 Stelle) hanno presentato interrogazioni al governo sulla vicenda.

Dalla riunione del comitato è emerso che il tavolo sarà allargato ai procuratori di Trento e Rovereto; la commissione provinciale di polizia amministrativa avrebbe inoltre raccomandato un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine. A complicare il quadro operativo è l'annunciata presenza a Trento, il 5 settembre, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le commemorazioni dell'accordo Degasperi-Gruber.

Gli organizzatori del raduno, Veneto Fronte Skinheads, hanno pubblicato una nota in cui affermano: "In concomitanza con Ritorno a Camelot 2026, la sinistra locale ha indetto una manifestazione nel pomeriggio di giovedì 3 settembre - scrivono gli organizzatori -. La finalità di questa iniziativa è quella di alzare la tensione, gettando fango sull'organizzazione e su chi liberamente partecipa ad un evento regolarmente organizzato dal 1991, che non ha mai causato alcun problema di ordine pubblico in più di trent'anni. E' nostro interesse mantenere un clima sicuro che non crei disagi a chicchessia. Ognuno dovra' tenere un comportamento decoroso e rispettoso, che rimarchi la differenza antropologica che ci contraddistingue dai nostri detrattori, evitando soprattutto qualsiasi forma folkloristica e dannosa, così da non fornire loro alcun pretesto per attaccare l'organizzazione".

Sull'adesione al raduno di esponenti politici locali, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha commentato: "Certamente è una scelta individuale. Non mi occupo dei gusti, delle passioni e delle scelte di vita degli iscritti al Partito. Andare a un evento rientra tra queste. Non mi devono chiedere l'autorizzazione per andare a funghi. Ciascuno è libero di partecipare alla messa, al raduno o all'iniziativa che ritiene opportuno, purché il proprio comportamento resti nei limiti della legalità e non contrasti con le norme e i principi stabiliti dallo statuto del partito".

Il Veneto Fronte Skinheads è una realtà nata nel 1986 e formalmente denominata Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads dal 1990; la sua storia è legata alla scena skinhead di estrema destra, ai concerti Rock Against Communism e ad aggregazioni dell'area della destra radicale. Tra i fondatori e dirigenti storici è citato Piero Puschiavo.

La vicenda giudiziaria di militanti legati al movimento include diverse inchieste e condanne a carico di singoli. Tra i casi ricordati figura l'omicidio di Nicola Tommasoli, aggredito a Verona nel 2008, per il quale cinque esponenti dell'ambiente skinhead veronese sono stati condannati in via definitiva, con pene fino a oltre undici anni. Per un blitz del 2017 a Como tredici militanti furono condannati in primo grado per violenza privata, ma nel 2023 la Corte d'Appello di Milano li assolse perché "il fatto non sussiste".

Fonte: Raccontiamo Città

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