Nazionale · 02 Settembre 2026

Droni su Lipsia: uno dei sospetti aveva un visto italiano, scattano verifiche e tensioni Ue-Russia

Indagati con presunti legami ai servizi russi, Kaja Kallas chiede stretta sui visti; Tajani avvia controlli, Salvini minimizza

Droni su Lipsia: uno dei sospetti aveva un visto italiano, scattano verifiche e tensioni Ue-Russia

Gli inquirenti tedeschi hanno individuato due persone sospettate di essere coinvolte nell’attacco ibrido all’aeroporto di Lipsia, dove tra il 4 e il 14 agosto sono stati rinvenuti tre droni carichi di esplosivo e uno è impattato contro un aereo cargo della DHL. Le identificazioni sarebbero state ottenute attraverso tracce di DNA e l’analisi delle celle telefoniche.

I due indagati risultano avere legami diretti con i servizi segreti russi: si tratta di un cittadino di origine russa con passaporto lettone e di un bielorusso con passaporto russo. Quest’ultimo era in possesso di un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane, circostanza che ha riaperto il dibattito sulle procedure di rilascio dei visti e sull’accesso allo spazio Schengen. Fonti della sicurezza hanno precisato che il bielorusso non è comunque mai transitato sul territorio italiano.

A margine del vertice informale Ue a Wicklow il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato verifiche sulle procedure di rilascio dei visti, ricordando che le concessioni avvengono rispettando i requisiti ordinari in assenza di segnalazioni di sicurezza e invitando alla massima vigilanza sui tentativi di interferenza.

Nel corso del Gymnich l’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas ha sollecitato una stretta sui rilasci dei visti per i cittadini russi, posizione sostenuta da un gruppo di Paesi guidato da Germania, Polonia e repubbliche baltiche. Sul fronte opposto restano stati come Italia, Francia e Spagna, che avevano segnalato difficoltà tecniche nell’applicare un blocco selettivo degli ingressi.

La vicenda ha anche alimentato tensioni diplomatiche tra Berlino e Mosca: la Germania ha deciso di chiudere il consolato russo a Bonn e di rescindere i contratti con la Casa Russia; il Cremlino ha convocato l’incaricato d’affari tedesco e annunciato rigorose contromisure. Francia e vertici Ue hanno formalmente convocato i rappresentanti diplomatici russi per esprimere protesta, mentre la Germania ha elevato lo stato di allerta per la protezione delle proprie infrastrutture critiche.

In Italia il caso ha riacceso il confronto nella maggioranza di governo: il ministro Tajani ha richiamato la necessità di vigilanza sui concreti tentativi di interferire nei processi democratici, mentre il leader della Lega Matteo Salvini ha minimizzato i timori, denunciando quella che ha definito un’“ansia anti-russa” e sostenendo che l’elettorato italiano non sarebbe condizionabile da influenze estere.

Lo scontro politico coincide con un’inchiesta del Financial Times che ha definito Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale, un “cavallo di Troia” di Mosca; Vannacci ha negato le accuse, rispondendo con sarcasmo e parlando di tentativi di delegittimazione ideologica.

Secondo la fonte, i servizi di intelligence italiani continuano a monitorare con attenzione attacchi informatici e fenomeni di disinformazione diffusi via social, mantenendo aperti canali di confronto tra le forze politiche per la tutela delle istituzioni democratiche.

Sempre dalla stampa estera, il Globe and Mail riporta che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sta pianificando una visita in Canada la prossima settimana, dettaglio che al momento non è ancora definito.

Fonte: Raccontiamo Città

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