Pichetto: il quadro climatico impone maggiore prevenzione e adattamento
Il ministro Gilberto Pichetto Fratin richiama l'urgenza di monitoraggio, coordinamento e misure per la sicurezza idrica; ISPRA segnala criticità nel distretto del Po e nelle Alpi Orientali.
«Il caldo estremo che sta interessando il nostro Paese non è un fenomeno isolato, ma si inserisce in un quadro climatico che sta cambiando profondamente e che impone di rafforzare le nostre capacità di prevenzione e adattamento». Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, commenta l'evoluzione delle condizioni climatiche e i loro effetti sulla disponibilità idrica, sugli ecosistemi e sulla vulnerabilità dei territori.
Il quadro elaborato da ISPRA conferma condizioni di forte criticità in alcune aree del Paese. Nel distretto del fiume Po è stato raggiunto il livello di severità idrica alta, il massimo previsto; anche il distretto delle Alpi Orientali è passato a un livello di severità alta, con l'eccezione delle Province autonome di Trento e Bolzano, dove permane una condizione media.
"Seguiamo con la massima attenzione l'evoluzione della siccità e della disponibilità idrica nel nostro Paese", ha sottolineato il ministro, evidenziando la necessità di mantenere elevato il livello di monitoraggio e di assicurare il massimo coordinamento tra Ministero, Autorità di bacino distrettuali, Regioni e gestori della risorsa. Pichetto ha indicato la necessità di costruire "un sistema integrato e coordinato dal MASE, capace di mettere in rete il Governo, gli istituti di ricerca, gli enti territoriali, le associazioni e tutti gli stakeholder coinvolti".
Secondo il Ministero, l'Italia si trova nell'hot spot mediterraneo, una delle aree maggiormente esposte agli effetti dei cambiamenti climatici: gli episodi estremi sono diventati più frequenti e severi. Il caldo prolungato aumenta inoltre il rischio di incendi, "in particolare nelle aree mediterranee"; "il fuoco sta colpendo duramente tutta l'area mediterranea", ha aggiunto Pichetto, ricordando che alle condizioni climatiche estreme si somma spesso l'azione dell'uomo e che servono sorveglianza, manutenzione del territorio, coordinamento tra istituzioni e una cultura diffusa della prevenzione e della responsabilità. "La parola decisiva è prevenzione", ha sottolineato il ministro.
Sul fronte della sicurezza idrica il ministro ha indicato misure concrete: "ridurre le perdite delle reti, aumentare la capacità di accumulo, favorire il riuso delle acque depurate, rendere più efficienti i sistemi irrigui e migliorare la gestione integrata della risorsa a livello di bacino".
Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici individua 361 azioni per accrescere la capacità di risposta del sistema nazionale. Pichetto ha richiamato la necessità di trasformare la programmazione in interventi concreti, rafforzando la gestione dell'acqua, dei fiumi e degli invasi, la tutela del suolo, delle coste e degli ecosistemi, l'adeguamento delle infrastrutture e la protezione delle città e delle comunità più vulnerabili.
La transizione energetica e lo sviluppo delle energie rinnovabili sono indicate come componenti fondamentali della strategia climatica per rafforzare autonomia e sicurezza energetica del Paese. "L'Italia dispone di competenze scientifiche, tecnologie, imprese e territori in grado di guidare questa trasformazione", ha concluso il ministro, ribadendo l'appello a fare sistema e a valorizzare le competenze di tutti per affrontare le nuove sfide climatiche.